Il colesterolo è una molecola della classe dei lipidi con caratteristiche molto particolari; chimicamente è un alcol, anche se non si comporta come tale.

I suoi numerosi atomi di carbonio ed idrogeno sono strutturati in una rete tridimensionale complessa che la rendono insolubile in acqua; questa importante caratteristica rende le cellule “waterproof”, ossia impermeabili.

membrana cellulare
La membrana plasmatica forma una barriera tra il citoplasma e l’ambiente esterno della cellula. Essa è composta principalmente di fosfolipidi disposti in un doppio strato.

Grazie al colesterolo infatti le cellule riescono a mantenere il loro ambiente interno inalterato rispetto ai cambiamenti esterni, un meccanismo fondamentale per il corretto funzionamento cellulare.

Il fatto che le cellule sono impermeabili è particolarmente importante per il cervello e le cellule nervose.

La più alta concentrazione di colesterolo (circa il 25% del totale) la troviamo nel cervello e in altre parti del sistema nervoso1.

Non a caso la FDA (Food and Drug Administration: l’organo di controllo e di approvazione dei farmaci) avverte che tra gli effetti collaterali dei farmaci che lo riducono in modo artificale sono stati riscontrati, tra gli altri, disturbi cognitivi e comportamentali2.

struttura-lipoproteina
Una lipoproteina contiene trigliceridi e colesterolo circondati da fosfolipidi. Questa disposizione delle molecole idrofobe sull’esterno permette ai lipidi di viaggiare attraverso i fluidi acquosi del sangue.

Poiché il colesterolo è insolubile in acqua e quindi anche nel sangue, viene trasportato all’interno di particelle sferiche composte da grassi (lipidi) e proteine, le cosiddette lipoproteine.

Come “sottomarini”, le lipoproteine trasportano il loro contenuto da un posto all’altro nel corpo. A seconda della loro densità le più conosciute sono denominate:

HDL = High Density Lipoprotein ovvero liporoteine ad alta densità;

LDL = Low Density Lipoprotein, lipoproteine a bassa densità.

colesterolo-hdl-ldlIl compito principale delle lipoproteine HDL è quello di portare il colesterolo dai tessuti periferici in direzione del fegato, dove viene escreto con la bile, o utilizzato per altri scopi, ad esempio come punto di partenza per la produzione di importanti ormoni.

I “sottomarini” LDL trasportano per lo più colesterolo nella direzione opposta cioè dal fegato verso i tessuti “periferici”.

Tutte le cellule possono produrlo, ma in caso di necessità esse sono in grado di richiedere al fegato una maggiore produzione.

Gli studi condotti presso l’Istituto di Ricerca del Dottor Rath spiegano quali necessità spingono le cellule a richiedere al fegato una maggiore produzione di colesterolo, dimostrando che:

1. il problema dei livelli elevati è solo il sintomo di un problema cellulare;

2. un fattore di rischio non è nè una malattia e nemmeno la sua causa;

3. possiamo e dobbiamo intervenire in modo naturale per riequilibrare un elemento di vitale importanza per la nostra salute.

Quando siamo a rischio quando invece no

Nell’undicesimo esame biennale dello studio Framingham (un’imponente studio epidemiologico iniziato negli anni 50) è stato rilevato che il parametro in grado di rappresentare un marker di rischio affidabile è il rapporto tra colesterolo totale e le HDL (colesterolo “buono”).

In altre parole, il range di normalità supera il vecchio paradigma del c. totale, che viene ora calcolato come segue:

Colesterolo Totale ÷ HDL.

I valori nella norma sono stati fissati tra  4 e 4,5 ( 5 sopra i 50 anni).

Se ad esempio il colesterolo totale fosse 270 e quello HDL 55, il rapporto risulta 4,90 e sta ad indicare un rischio cardiovascolare bassissimo.

Alcuni laboratori di analisi si sono adeguati a questa nuova evidenza scientifica, ma non tutti purtroppo.

QUINDI?

Per abbassare il tuo rischio cardiovascolare, potresti aver solo bisogno di alzare il colesterolo buono. Il colesterolo totale elevato nella maggior parte dei casi è solo il sintomo di altre condizioni, specialmente se hai superato i 50 anni e se sei una donna che ha superato i 50 (continua a leggere e capirai perché).

PUNTI CHIAVE

  • si parla di rischio, ovvero di percentuali calcolate su ampi gruppi di persone e non di malattia.
  • dopo i 50 anni il colesterolo elevato è sinonimo di salute e longevità,
  • certe abitudini vanno modificate (fumo, sedentarietà, carenza di micronutrienti specifici)
  • sono molto più pericolosi dei livelli di colesterolo elevati: l’omocisteina, la Lp (a) o Lipoproteina a, la resistenza insulinica, il diabete, l’infiammazione, alti livelli di stress e ansia.

L’attività fisica moderata, (ad esempio una passeggiata quotidiana a passo sostenuto di mezz’ora al giorno) aiuta ad alzare i livelli di HDL nell’arco di alcuni mesi, così come dimagrire e fare uso di alcune specifiche integrazioni nutrizionali. Se ti serve un consiglio puoi richiedere una consulenza.

Non dimentichiamoci mai, che il colesterolo è il [act_tooltip title=”precursore” content=”PRECURSORE (chim., biol.) si dice di sostanza che interviene nella fase preliminare di un fenomeno e che successivamente si trasforma in un’altra più atttiva. Ad esempio: il betacarotene è un precursore della vitamina A“] di importanti molecole.

Ciò comporta che, se i livelli di colesterolo sono bassi rispetto al proprio fabbisogno fisiologico (condizionato dall’età, da stress endogeni o esogeni, da carenze nutrizionali specifiche, da fattori genetici) saranno ridotti anche i livelli delle molecole evidenziate nell’immagine qui sotto, con tutte le conseguenze che ne derivano, come leggerai più avanti in questo articolo.

colesterolo precursore di importanti molecole: DHEA, vitamina D, Vitamina K2, Cortisolo, Cortisone, Ormoni sessuali
Questo schema aiuta a comprendere l’importanza vitale del colesterolo. Precisazione: la sintesi del colesterolo della vitamina K2 e del Q10 hanno in comune il mevalonato.

E’ quindi anche plausibile che i livelli di colesterolo totale aumentino ad esempio perché aumenta la necessità di cortisolo (per via dello stress, dell’ansia o della depressione), oppure di ormoni sessuali (che diminuiscono con l’età), di vitamina D (perché da molto tempo ad esempio non ci si espone al sole), e così via; oppure perché c’è maggior necessità di [act_tooltip title=”mielina” content=”Membrana che avvolge le fibre nervose nel sistema nervoso centrale e periferico. La MIELINA è ricca di colesterolo. E’ noto che le statine inibiscono la remielinizzazione del sistema nervoso centrale con gravi conseguenze.
Am J Pathol. 2009 May;174(5):1880-90
Statin therapy inhibits remyelination in the central nervous system.“] per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

A questo punto dovrebbe essere chiaro che i livelli di colesterolo possono dipendere da situazioni contingenti perché implicato in tantissime funzioni cruciali per il nostro benessere e la ricerca, come leggerai, lo conferma; inoltre, è lecito chiedersi, perché continuare a pubblicizzarlo come pericoloso, accusandolo di infarto ed ictus, se non per scopi commerciali?

Il fattore età

Un dettagliato studio pubblicato sulla rivista medica “The Lancet” (Weverling-Rijnsburger et al. 2007) attesta due importanti fatti per le persone intorno ai 70 anni di età:

  • è NULLA la mortalità per malattia cardiovascolare in presenza di elevati livelli di colesterolo
  • più il colesterolo è elevato e più diminuiscono i decessi per tumori e infezioni.

Stress, depressione e ansia

L’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene aumenta i livelli di cortisolo e quelli del colesterolo.

Le persone emotivamente e professionalmente stressate quindi tendono ad avere un colesterolo più elevato.

Distinguere tra sintomi e cause per scegliere un approccio terapeutico adeguato significa rispettare la salute del paziente. Inoltre, se il colesterolo elevato rappresenta un rischio, significa che non va trattato come una malattia.

La dieta

Il colesterolo alimentare incide per un 20% del totale. Attraverso la dieta quindi si riesce a ridurlo soltanto del 20%.

Osserviamo allora la produzione interna.

Viene prodotto a partire dall’acetil-coenzima A, una molecola prodotta da qualsiasi eccesso alimentare. In altre parole il nostro corpo produce colesterolo introducendo zuccheri, grassi e proteine.

Statine e rischio diabetico
Secondo una ricerca condotta su 25,970 pazienti per oltre dieci anni, gli utilizzatori di statine hanno una più alta incidenza di diabete e aumento di peso(13).

Se aumenta l’apporto calorico, l’ insulina prodotta per controllare il picco glicemico diventa un importante stimolo alla produzione di colesterlo3.

L’insulina aumenta il deposito di grassi nelle cellule adipose.

Dunque, occhio a bilanciare carboidrati e proteine in ogni pasto!

Ma c’è di più. La produzione endogena di colesterolo si riduce introducendolo con l’alimentazione.

Questo avviene per effetto dell'[act_tooltip title=”inibizione dell’HMGCo-A reduttasi” content=”La regolazione della sintesi di colesterolo dipende da una proteina che funge da ‘sensore’, chiamata Sterol Regulation Element Binding Protein che fa:

diminuire la sintesi di enzima (HMGCo-A red.) se c’è tanto colesterolo proveniente dall’alimentazione;

aumentare la quantità di HMGCo-A se c’è nè poco a livello intracellulare, stimolando così la produzione endogena.
La regolazione della sintesi di colesterolo è un processo fisiologico finemente regolato.”], lo stesso enzima inibito dalle statine.

I risultati di una ricerca della Università McGill di Montreal in Canada, confermano la riduzione della sintesi endogena di colesterolo in risposta a quello assunto con la dieta, indipendentemente dai livelli nel plasma4.

Colesterolo: 10 motivi per amarlo e considerarti sano

1.  Il surrene utilizza il colesterolo per la produzione di quegli ormoni che ci aiutano ad affrontare lo stress della vita quotidiana: il cortisolo e l’aldosterone. Le ovaie utilizzano colesterolo per produrre estrogeni e progesterone, i testicoli invece per produrre androgeni.

Ciò spiega perché tra gli effetti collaterali dei farmaci utilizzati per abbassare il colesterolo troviamo anche la riduzione della libido5. Questo avviene per effetto dell’inibizione dell’enzima HMG-CoA reduttasi, lo stesso enzima che viene inibito in modo naturale (e senza intaccare l’equilibrio ormonale), con l’assunzione di colesterolo nella dieta.

2.  Grazie al metabolismo del colesterolo il nostro corpo produce e utilizza due fondamentali nutrienti: il Coenzima Q10 e la vitamina D.

La vitamina D è fondamentale per  le ossa, i nervi, il tono muscolare, la produzione di insulina, la fertilità, il sistema immunitario e il tono dell’umore.

Sequenza di sostanze che precedono la formazione del colesterolo. Tra queste troviamo il Coenzima q10
Sequenza di sostanze che precedono la formazione del colesterolo. Tra queste troviamo il Coenzima q10

Il [act_tooltip title=”Coenzima Q10″ content=”Il Coenzima Q10 deriva dall’acido mevalonico, precursore del colesterolo. Poiche la statina blocca la sintesi dell’acido mevalonico entrambe le vie risultano bloccate. L’integrazione di Q10, tra l’altro non ha dimostrato di proteggere dai danni muscolari indotti dalle statine.
Coenzyme Q10 and Statin-Induced Mitochondrial Dysfunction
Ochsner J. 2010 Spring; 10(1): 16–21.PMCID: PMC3096178
“] è essenziale per la vita delle cellule, per la salute del cuore, per il benessere dei muscoli e per l’energia in generale. Ridurre in modo artificiale il colesterolo significa ridurre nel corpo questi due importantissimi nutrienti con il rischio di ammalarsi in modo permanente.

3.  I sali biliari richiedono colesterolo. La bile è fondamentale per il processo digestivo e l’assorbimento dei grassi alimentari.

4.  Il colesterolo svolge funzioni protettive nei confronti dei radicali liberi proprio come un potente antiossidante, protegge dalle infezioni e dall’aterosclerosi6-7.

5.  E’ essenziale per il corretto funzionamento del sistema nervoso, dei nervi e del cervello1.

6.  Viene utilizzato dai recettori della serotonina, l’antidepressivo che il corpo produce naturalmente.

Non c’è da stupirsi che bassi livelli di colesterolo siano stati associati a tendenze aggressive e violente, depressione e suicidio.

7.  Il latte materno è idealmente ricco di colesterolo e contiene un enzima speciale che aiuta il bambino ad utilizzarlo correttamente.

Il colesterolo e la memoria del sistema immunitario
In una cella naive (vergine), a sinistra, i recettori (in blu) sulla membrana sono disposti singolarmente. Gli agenti patogeni (in giallo) devono legarsi a molti recettori al fine di attivare le difese immunitarie. In una cellula di memoria (a destra), i recettori sono uniti da colesterolo in (rosso). Quando un agente patogeno si lega al cluster di un recettore, tutti i recettori all’interno del cluster sono attivati. Credit: © Schamel

I neonati e i bambini piccoli hanno bisogno di colesterolo per la crescita, lo sviluppo del cervello, del sistema nervoso e della funzione immunitaria.

A proposito di sistema immunitario, nel 2012  alcuni ricercatori dell’Università di Friburgo hanno scoperto che le molecole di colesterolo consentono al sistema immunitario di avere una sua memoria immulogica8:

si tratta della capacità di ridurre o impedire l’insorgenza di un’infezione provocata da microrganismi già incontrati in precedenza.

8.  Il colesterolo è necessario per il corretto funzionamento dell’intestino e per mantenere l’integrità della parete intestinale9.

Diete a basso contenuto di colesterolo possono portare alla sindrome di permeabilità intestinale e ad altri problemi digestivi.

9.  Il colesterolo è fondamentale per la riparazione delle cellule danneggiate. Questo è il motivo per cui i livelli aumentano naturalmente con l’età e quando sono elevati sono vantaggiosi per gli anziani.

Secondo uno studio condotto dal Dr. Harlan Krumholz del Dipartimento di Medicina Cardiovascolare alla Yale University, gli anziani con bassi livelli di colesterolo muoiono due volte più spesso per un attacco cardiaco degli anziani che hanno invece un colesterolo elevato10.

Per quale ragione, si prescrivono statine, o altre sostanze dall’effetto simile, alle persone che hanno superato i 50 anni, quando già lo studio Frammingham evidenzia come dopo i 50 anni uomini e donne NON muoiono per colesterolemia?

10.  Le donne in ipercolesterolemia vivono più a lungo! Secondo il Dr. Meyer Texon MD, un rispettato patologo operante presso il New York University Medical Center, “accusare il colesterolo dell’indurimento delle arterie è come accusare i globuli bianchi delle infezioni”11-12.

Riferimenti

1. Brain Cholesterol: Long Secret Life Behind a Barrier
Arteriosclerosis, Thrombosis, and Vascular Biology. 2004;24:806-815
ATVB Journal

2. FDA

3. Fructose, insulin resistance, and metabolic dyslipidemia – Nutrition & Metabolism 2005 2:5
DOI: 10.1186/1743-7075-2-5 © Basciano et al; licensee BioMed Central Ltd. 2005
Nutrition & Metabolism

4. Dietary cholesterol feeding suppresses human cholesterol synthesis measured by deuterium incorporation and urinary mevalonic acid levels.
Arterioscler Thromb Vasc Biol. 1996 Oct;16(10):1222-8.
PubMed

5. Is decreased libido associated with the use of HMG-CoA-reductase inhibitors?
Br J Clin Pharmacol. 2004 Sep; 58(3): 326–328.
PubMed

6. The Antioxidant Function of High Density Lipoproteins: A New Paradigm in Atherosclerosis
Rev Esp Cardiol. 2004;57:557-69 – Vol. 57 Num.06 DOI: 10.1016/S1885-5857(06)60630-0
Spanish Society of Cardiology

7. High cholesterol may protect against infections and atherosclerosis.
Ravnskov U. Quarterly Journal of Medicine 96, 927-934, 2003.
PubMed

8. Cholesterol boosts the memory of the immune system
ScienceDaily

9. Cholesterol Syntesis in the Intestine of Man
PubMed

10. Lack of association between cholesterol and coronary heart disease mortality and morbidity and all-cause mortality in persons older than 70 years.
Krumholz HM and others. Journal of the American Medical Association 272, 1335-1340, 1990.0.
PubMed

11. Eat Fat, Lose Fat: The Healthy Alternative to Trans Fats

12. The Hemodynamic Basis of Atherosclerosis
Tex Heart Inst J. 1990; 17(4): 355–356.
PubMed

13. Statins and New-Onset Diabetes Mellitus and Diabetic Complications: A Retrospective Cohort Study of US Healthy Adults.
J Gen Intern Med. 2015 Nov;30(11):1599-610
PubMed

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