Per molti anni, gli esperti hanno consigliato di evitare i grassi nella dieta e/o di preferire alimenti cosiddetti “light”, dietetici.

Se diamo un occhio alle statistiche, tuttavia, possiamo renderci conto degli effetti nefasti che queste indicazioni hanno avuto su larga scala.

Alla luce delle ricerche condotte in anni recenti, scopriamo alcune delle più grandi menzogne, sul grasso “dietetico” e sul colesterolo, che ancor oggi condizionano in parte le nostre scelte alimentari.

La dieta umana ottimale è a basso contenuto di grassi – Falso

Negli anni ’60 e ’70, molti scienziati credevano che i grassi saturi fossero la causa principale della malattia cardiovascolare e dell’aumento del colesterolo “cattivo” nel sangue.

Nel 1977, per esempio, a causa di alcuni studi di cattiva qualità (tesi a dimostrare una teoria, più che a far comprendere la realtà) e decisioni politiche sbagliate (in favore di grandi interessi industriali), a tutti gli americani è stato “consigliato” di ridurre i grassi nella loro dieta(1).

Non essendoci ancora studi su quel tipo di regime alimentare, il pubblico americano ha subito il più grande esperimento incontrollato della storia, pagandone ancor oggi le conseguenze.

Il grafico che segue mostra come l’epidemia di obesità sia iniziata grossomodo negli stessi anni in cui sono state diffuse le linee guida a basso contenuto di grassi (2).

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Naturalmente, un grafico come questo non prova nulla. Correlazione non è causalità.

Tuttavia sembra plausibile che le raccomandazioni a basso contenuto di grassi abbiano avuto un ruolo in tale drammatico aumento dell’obesità, dato che le persone hanno iniziato a mangiare in modo consistente meno cibi naturali (ad esempio burro e uova), e più cibi elaborati, ad alto contenuto di zuccheri e carboidrati raffinati.

Negli ultimi decenni, la dieta povera di grassi è stata studiata a fondo.

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Un esempio è il “Women’s Health Initiative” (Iniziativa per la Salute delle Donne), uno studio durato 15 anni (dal 1991 al 2014) che ha coinvolto 48.835 donne in postmenopausa. Le partecipanti sono state assegnate a due gruppi: uno ha seguito una dieta povera di grassi e ricca di cereali integrali,  mentre l’altro ha continuato a mangiare “normalmente”.

Dopo un periodo di circa 8 anni, il gruppo che si è nutrito con una dieta a ridotto tenore di grassi pesava in media solo 4 etti in meno rispetto al gruppo di controllo.

Dall’analisi dei dati non emerge alcuna differenza nella percentuale di malattie cardiache o di cancro tra i gruppi (3, 4, 5, 6).

Altri studi molto ampi hanno dimostrato che non esiste alcun vantaggio in una dieta a basso contenuto di grassi (7, 8, 9).

Ma non finisce qui.

La dieta povera di grassi non è solo inefficace, può anche essere dannosa.

In diversi studi umani, la dieta povera di grassi ha peggiorato alcuni fattori di rischio importanti, alzando i trigliceridi, abbassando l’HDL (il colesterolo “buono”), riducendo le dimensioni delle particelle di LDL (10, 11, 12, 13).

Meglio evitare i cibi ricchi di colesterolo – Falso

high_cholesterol-goodMolti professionisti della nutrizione in passato hanno demonizzato degli alimenti perfettamente sani come le uova, che per il loro contenuto elevato di colesterolo si credeva potessero causare malattie cardiache.

Tuttavia, gli studi dimostrano che il colesterolo alimentare non alza il colesterolo cattivo nel sangue, alza invece i livelli HDL (quello buono),  e non è associato ad un aumento del rischio di malattie cardiache (14, 15, 16, 17, 18).

Le uova contengono vitamine, minerali e sostanze nutritive  importanti per gli occhi e il cervello (19, 20, 21).

Quasi tutte le sostanze nutritive si trovano nel tuorlo, il bianco non è altro che proteina.

Il colesterolo totale e le LDL  sono buoni indicatori di rischio cardiovascolare – Falso

hdl-cholesterolGli studi dimostrano che il colesterolo totale e le LDL sono scarsi indicatori di rischio cardiovascolare rispetto ad altri marcatori, come l’infiammazione, l’omocisteina, i trigliceridi e altri valori. Approfondimento.

Uno studio condotto su 231.986 pazienti ricoverati in ospedale per malattie cardiache, rivela che la metà di costoro hanno livelli di LDL normali (22).

Esistono studi che dimostrano il valore protettivo del colesterolo alto. Nelle persone anziane, più il colesterolo è alto, minore è il rischio di malattie cardiache (23, 24).

Livelli di colesterolo troppo bassi sono invece associati ad un maggior rischio di morte da altre cause, come il cancro e il suicidio (25, 26).

Nonostante il valore predittivo debole del colesterolo totale e dei livelli di LDL elevati, le persone sono indotte a ridurre il colesterolo attraverso le statine e l’alimentazione.

Oltre a ciò, i ricercatori dell’Istituto di Ricerca del Dott. Rath hanno dimostrato come l’elevata produzione endogena di colesterolo potrebbe corrispondere alla necessità di una riparazione biologica dovuta all’indebolimento della parete vascolare.

L’infiammazione, ma soprattutto l’insufficiente idrossilazione del collagene provocano un lento degrado dei grandi vasi nelle vicinaze della sollecitazione cardiaca. Per prevenire la rottura dei tessuti, il corpo richiama elementi di riparazione, tra cui le Lipo-proteine. Approfondimento

Gli oli vegetali sono salubri – Falso

Per qualche strana ragione, gli oli di semi sono stati riconosciuti come alimenti salutari e raccomandati per ridurre le malattie cardiache.

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Eppure gli oli di soia, girasole, mais, semi di cotone contribuiscono sia all’infiammazione (27,28, 29), a causa dell’elevato contenuto di acidi grassi Omega-6, che all’ aumento del rischio di malattie cardiovascolari (30, 31, 32, 33).

Molti non sanno che gli oli si semi spesso sono in parte mescolati a grassi transgenici. La relazione pubblicata nel 2014 “Gli acidi grassi trans in Europa: a che punto siamo?” indica che in diversi paesi i grassi trasgenici superano i 2 grammi su 100 di grasso in molti alimenti (34).

I grassi trans sono altamente tossici dato che possono causare resistenza insulinica, infiammazione e aumentare significativamente il rischio di malattie  cardiache (35, 36, 37, 38).

Anche se il consumo è sceso, i grassi trans si trovano ancora in alimenti trasformati e la FDA li categorizza ancora come “generalmente sicuri”.

Gli alimenti che contengono la maggior quantità di acidi grassi trans sono:

Margarine, brioche, snack dolci, salatini, patate fritte surgelate, krafen, burro, dadi da brodo, preparati per minestre, alimenti da fast-food, pesce surgelato con panatura, pop-corn in busta, formaggi stagionati, ecc.

Tutti gli alimenti confezionati (prodotti da forno, dolciari, snaks, ecc.) che NON specificano in etichetta la dicitura “senza acidi grassi trans”, per definizione CONTENGONO acidi grassi trans.

Forse, accanto alle intolleranze alimentari sarebbe bene considerare seriamente il ruolo dei grassi trans. Che senso ha far credere al paziente di essere intollerante al lievito quando poi può assumere alimenti contenenti grassi transgenici e olio di palma?

Inoltre, la maggior parte degli alimenti “a basso contenuto di grassi” vengono caricati con zuccheri molto dannosi.

Ricordiamo, che per ridurre il colesterolo, è importante ridurre  l’apporto di pasta, pane, pizza perché si trasformano prima in zuccheri e poi in grasso (39, 40, 41).

Se un alimento è indicato in etichetta a “basso contenuto di grassi” o “dietetico” probabilmente contiene zucchero, sciroppo di mais, oli vegetali e varie sostanze chimiche artificiali nella lista degli ingredienti.

Se vuoi metterti a dieta devi sapere che gli studi sulle diete ad alto contenuto di grassi (e povere di carboidrati come pane, pasta, pizza), dimostrano maggior efficacia delle diete a basso contenuto di grassi (42, 43, 44).

Sembra addirittura che le diete ricche di grassi siano vantaggiose: aumentano il colesterolo HDL, abbassano i trigliceridi, i livelli di zucchero nel sangue e di insulina, aiutano la perdita di grasso addominale e aumentano le dimensioni delle particelle LDL (45, 46, 47, 48).

L’olio di Palma fa bene – Falso

L’olio di palma è fonte di vari problemi. A causa del suo basso costo, viene coltivato in modo intensivo, provocando inquinamento, deforestazione e morte di molti animali.

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Lo si trova in quasi tutti gli alimenti dolci e salati che siano, persino negli alimenti per neonati. E’ molto facile superare le quantità minime. Si raccomanda di leggere le etichette!

Si tratta di un olio che subisce sempre una lavorazione industriale tale da depauperarlo in ogni caso delle proprietà e delle vitamine presenti all’origine.

Sarebbe infatti solamente la presenza di alcuni elementi naturali, tra cui la vitamina E, a proclamarlo benefico secondo alcuni studi.  Tuttavia, secondo un’analisi durata 17 anni, in diversi paesi in via di sviluppo, l’olio di palma ha dimostrato di aumentare la mortalità per infarto (49).

La margarina è meglio del burro naturale – Falso

butterLa maggior parte delle margarine contengono grandi quantità di oli vegetali trasformati, spesso con grassi trans aggiunti alla miscela.

Gli studi inoltre non supportano l’idea che la margarina è più sana del burro. Nel Framingham Heart Study infatti, la margarina è stata associata ad un aumento del rischio di malattie cardiache rispetto al burro (66).

Dagli studi che hanno esaminato i prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi, non emerge alcuna prova che essi contribuiscano a qualsiasi malattia, ma sembra invece siano associati ad un minor rischio di obesità (67, 68).

Per concludere

Non ci sono prove che le diete a basso contenuto di grassi aiutino nel lungo termine a perdere peso o a ridurre il rischio di malattie croniche; alcuni studi dimostrano che possono addirittura causare danni. Nonostante ciò, ancor oggi molte persone continuano ad essere attratte o indirizzate verso una dieta povera di grassi. In realtà, abbiamo visto che è la riduzione dell’apporto dei carboidrati ad apportare i maggiori benefici.

La prevenzione cardiovascolare passa attraverso la scelta di evitare tutti cibi elaborati a livello industriale, preferendo oli e grassi sani come il burro e gli oli spremuti a freddo extravergini, OGM FREE, senza escludere cibi ricchi di colesterolo naturale come quello contenuto nell’uovo.

Il colesterolo elevato rappresenta un fattore di rischio secondario per le malattie cardiache, come ha chiaramente dimostrato il gruppo di ricerca del Dottor Rath. Grazie alla moderna ricerca scientifica, oggi è possibile ridurre il colesterolo in modo naturale, senza rischi inutili, rinforzando nel contempo le pareti vascolari.

Riferimenti

  1. In the face of contradictory evidence: report of the Dietary Guidelines for Americans Committee. PubMed
  2. Health, United States, 2008: With Special Feature on the Health of Young Adults PubMed
  3. Low-fat dietary pattern and weight change over 7 years: the Women’s Health Initiative Dietary Modification Trial PubMed
  4. Low-Fat Dietary Pattern and Risk of Cardiovascular Disease
    The Women’s Health Initiative Randomized Controlled Dietary Modification Trial
    JAMA
  5. Low-fat dietary pattern and risk of colorectal cancer: the Women’s Health Initiative Randomized Controlled Dietary Modification Trial. PubMed
  6. Low-fat dietary pattern and risk of invasive breast cancer: the Women’s Health Initiative Randomized Controlled Dietary Modification Trial. PubMed
  7. Multiple Risk Factor Intervention Trial
    Risk Factor Changes and Mortality Results
    JAMA. 1982;248(12):1465-1477
    JAMA
  8. Weight loss does not lower heart disease risk from type 2 diabetes PubMed
  9. Cardiovascular Effects of Intensive Lifestyle Intervention in Type 2 Diabetes NEJM
  10. Effects of a low-fat, high-carbohydrate diet on VLDL-triglyceride assembly, production, and clearance PubMed
  11. A low-fat diet decreases high density lipoprotein (HDL) cholesterol levels by decreasing HDL apolipoprotein transport rates. PubMed
  12. Reduced LDL particle size in children consuming a very-low-fat diet is related to parental LDL-subclass patterns1,2,3 PubMed
  13. A very low-fat diet is not associated with improved lipoprotein profiles in men with a predominance of large, low-density lipoproteins PubMed
  14. Dietary cholesterol provided by eggs and plasma lipoproteins in healthy populations. PubMed
  15. Eggs distinctly modulate plasma carotenoid and lipoprotein subclasses in adult men following a carbohydrate-restricted diet PubMed
  16. Whole egg consumption improves lipoprotein profiles and insulin sensitivity to a greater extent than yolk-free egg substitute in individuals with metabolic syndrome PubMed
  17. Egg consumption and risk of coronary heart disease and stroke: dose-response meta-analysis of prospective cohort studies BMJ
  18. A Prospective Study of Egg Consumption and Risk of Cardiovascular Disease in Men and Women JAMA
  19. Egg, whole, cooked, hard-boiled Tabelle nutrizionali
  20. Lutein and zeaxanthin concentrations in plasma after dietary supplementation with egg yolk AJCN Nutrition
  21. Choline in the diets of the US population: NHANES, 2003–2004 FASEBJ
  22. Lipid levels in patients hospitalized with coronary artery disease: an analysis of 136,905 hospitalizations in Get With The Guidelines PubMed
  23. Total cholesterol and risk of mortality in the oldest old LANCET
  24. Cholesterol and all-cause mortality in elderly people from the Honolulu Heart Program: a cohort study LANCET
  25. Serum Cholesterol Level and Mortality Findings for Men Screened in the Multiple Risk Factor Intervention Trial JAMA
  26. Assessing the Observed Relationship between Low Cholesterol and Violence-related Mortality Online Library Wiley
  27. The importance of the ratio of omega-6/omega-3 essential fatty acids PubMed
  28. Dietary n-6 and n-3 polyunsaturated fatty acids: from biochemistry to clinical implications in cardiovascular prevention PubMed
  29. n−3 Polyunsaturated fatty acids, inflammation, and inflammatory diseases AJCN
  30. Dietary fat and health: the evidence and the politics of prevention: careful use of dietary fats can improve life and prevent disease PubMed
  31. Corn Oil in Treatment of Ischaemic Heart Disease PubMed
  32. Effect of the Anti-Coronary Club Program on Coronary Heart Disease Risk-Factor Status JAMA
  33. Low Fat, Low Cholesterol Diet in Secondary Prevention of Coronary Heart Disease Springer
  34. Trans fatty acids in Europe: where do we stand? Rapporto della Commissione Europea
  35. Consumption of Trans Fatty Acids Is Related to Plasma Biomarkers of Inflammation and Endothelial Dysfunction JN Nutrition
  36. Trans Fat Diet Induces Abdominal Obesity and Changes in Insulin Sensitivity in Monkeys Online Library Wiley
  37. Trans Fatty Acids and Coronary Heart Disease NEJMd
  38. Dietary Fat Intake and the Risk of Coronary Heart Disease in Women NEJM
  39. Potential role of sugar (fructose) in the epidemic of hypertension, obesity and the metabolic syndrome, diabetes, kidney disease, and cardiovascular disease AJCN
  40. Consuming fructose-sweetened, not glucose-sweetened, beverages increases visceral adiposity and lipids and decreases insulin sensitivity in overweight/obese humans PubMed
  41. Adverse metabolic effects of dietary fructose: results from the recent epidemiological, clinical, and mechanistic studies PubMed
  42. Low-carbohydrate nutrition and metabolism AJCN
  43. Systematic review and meta-analysis of clinical trials of the effects of low carbohydrate diets on cardiovascular risk factors Online Library Wiley
  44. Systematic review of randomized controlled trials of low-carbohydrate vs. low-fat/low-calorie diets in the management of obesity and its comorbidities Online Library Wiley
  45. Long-term effects of a very-low-carbohydrate weight loss diet compared with an isocaloric low-fat diet after 12 mo PubMed
  46. Efficacy and Safety of a High Protein, Low Carbohydrate Diet for Weight Loss in Severely Obese Adolescents PubMed
  47. The effect of a low-carbohydrate, ketogenic diet versus a low-glycemic index diet on glycemic control in type 2 diabetes mellitus PubMed
  48. Separate effects of reduced carbohydrate intake and weight loss on atherogenic dyslipidemia PubMed
  49. Multi-Country analysis of palm oil consumption and cardiovascular disease mortality for countries at different stages of economic development: 1980-1997 PubMed
  50. Margarine intake and subsequent coronary heart disease in men PubMed
  51. Dairy consumption and patterns of mortality of Australian adults NATURE.COM
  52. The relationship between high-fat dairy consumption and obesity, cardiovascular, and metabolic disease PubMed

    6 replies to "Grasso dietetico e colesterolo: cosa c’è di vero?"

    • mauro

      sono sempre articoli interessanti (come quello sul diabete, sul colesterolo) ma non trovo mai un rimando agli integratori consigliati per quel tipo di patologia.

      • Staff

        Ciao Mauro,
        devi parlare con il dottor Roberto. In fondo ad ogni articolo c’è il link per mandare un messaggio.

    • orlando

      Questo articolo rivela alcune verità nascoste da anni.
      Da quando si è consigliato di ridurre i grassi fine anni 70 i diabetici erano allora 100 milioni. Oggi sono più di 400 milioni e circa 800 milioni di prediabetici cioè con glicemia sopra il valore 100.
      Non ci hanno mai detto che il colesterolo che produce il fegato lo fa sotto l’impulso di un ormone ben preciso : l’insulina!
      E non ci hanno mai detto cosa succede : l’insulina stimola l’enzima hmg (lo stesso che viene inibito dalle statine) , viene prodotto VLDL che poi diventerà LDL.
      Ci hanno inoltre detto che per produrre l’HDL bisogna fare attività fisica quando invece viene prodotto dal consumo di grassi.
      Tutte queste cose sono sui libri di biologia che studiano i medici e non si capisce come mai ci hanno raccontato delle inesattezze colossali.

      • Staff

        Grazie Orlando per il tuo commento!

    • GIOVANNI

      ARTICOLO BEN FATTO !! COMPLIMENTI

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