Il cancro del rene è uno dei 10 tumori, più comuni al mondo sia negli uomini che nelle donne.

Per gli Stati Uniti, l’American Cancer Society stima che nel 2017 verranno diagnosticati 63.990 nuovi casi.

In Italia, le stime ufficiali per il 2016, parlano di circa 13.400 nuovi casi di tumore del rene e delle vie urinarie. L’incidenza di questa tipologia di tumore è in aumento dell’1% ogni annofavo.it.

Fattori di rischio per il cancro del rene

I maschi tendono ad esserne colpiti due volte più spesso delle femmine. Fattori di rischio comuni per il cancro del rene includono il fumo, obesità, esposizione a sostanze chimiche come il benzene, l’amianto e alcuni pesticidi.

Aumentano ulteriormente il rischio di sviluppare il cancro del rene alcuni fattori quali:

  • essere afroamericani
  • una storia familiare di ipertensione, linfoma o cancro al rene
  • alcune condizioni genetiche.

I tumori renali possono essere benigni o maligni (cancerosi) e poiché tendono a crescere rapidamente senza sintomi specifici, vengono solitamente rimossi prima che sia effettuata una biopsia diagnostica.

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Ci sono diversi tipi di cellule che causano il cancro del rene, ma il tipo più diffuso negli adulti è l’adenocarcinoma.

Sintomi poco specifici e diagnosi tardiva

L’adenocarcinoma origina dalle cellule che rivestono i tubuli interni dell’organo, si riscontra nel 90% dei casi ed è una forma aggressiva di cancro.

Segnali e sintomi iniziali

Le fasi iniziali del cancro del rene spesso non presentano sintomi.

Mentre il cancro avanza, si possono manifestare sangue nelle urine, febbre intermittente, ma all’inizio anche solo dolore alla schiena, stanchezza e perdita di peso. In un primo momento i sintomi potrebbero apparire ancora troppo vaghi, al punto da ritardare la diagnosi.

Nel frattempo le cellule tumorali si diffondono (metastatizzano) attraversando i vasi linfatici vicini o i vasi sanguigni che irrorano i polmoni, le ossa o il fegato.

Stadi del cancro del rene
Stadi del cancro del rene

A causa della mancanza di sintomi specifici, il 20-30% dei pazienti ha già un cancro renale con metastasi al momento della diagnosi; ciò riduce al 60% le probabilità di sopravvivere a cinque anni.

Cancro del rene: testata sinergia di sostanze naturali

In una recente pubblicazione del Dr. Rath Research Institute è stata esaminata la capacità d’innesco del processo apoptotico (apoptosi = “suicidio” della cellula) da parte di una combinazione sinergica di micronutrienti in cellule tumorali renaliAvidscience.com;
– MW Roomi, et al., Oncol Rep. 2006 Nov;16(5):9437. PubMed
.

I risultati dello studio indicano che i micronutrienti sono riusciti ad indurre l’apoptosi in oltre il 90% delle cellule tumorali e solo in quel tipo di cellule, tanto che la distruzione selettiva rivolta solamente alle cellule tumorali è stata associata alla conservazione delle cellule sane.

I ricercatori avevano già dimostrato in precedenza che una specifica miscela contenente vitamina C, lisina, prolina, estratto di tè verde e altri micronutrienti, può bloccare gli enzimi degradanti il collagene noti come metalloproteinasi di matrice (MMP).

Gli enzimi MMP sono essenziali per l’espansione e la diffusione del cancro, ma durante le fasi iniziali, l’organismo tenta di rallentare i processi di espansione cancerosa, producendo inibitori interni degli enzimi MMP.

L’apoptosi è la morte cellulare naturale programmata, ed in un due precedenti articoli, abbiamo esplorato come il corpo combatte il cancro.

La combinazione di micronutrienti è stata in grado di aumentare la produzione di inibitori fisiologici spontanei, bloccando ulteriormente la diffusione di cellule tumorigene.

Simile alle MMP, un altro gruppo di enzimi – l’attivatore di plasminogeno urochinasi (u-PA)L’attivatore dell’u-plasminogeno, o urochinasi, è una serin proteasi appartenente alla classe delle idrolasi. Catalizza il taglio specifico del legame arginina-valina del plasminogeno per formare plasmina.

L’attivazione della plasmina coinvolge un processo proteolitico che, dipendendo dall’ambiente fisiologico, partecipa alla trombolisi o alla degradazione della matrice extracellulare. Ciò collega l’urochinasi alla terapia delle malattie vascolari e del cancro. – svolge un ruolo chiave nella diffusione del cancro.

I ricercatori hanno rilevato che la combinazione micronutriente è riuscita ad inibire la secrezione di enzimi u-PA anche a dosi molto basse.

Nuove possibilità terapeutiche

Poiché i tumori renali sono di solito abbastanza grandi al momento della diagnosi, le più comuni opzioni di trattamento convenzionali sono la rimozione di tutto il rene, seguita da chemioterapia e radioterapia, terapie notoriamente associate a gravi effetti collaterali.

Il tumore del rene è particolarmente difficile da trattare poiché può diventare resistente ai regimi terapeutici utilizzati convenzionalmente.

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In conclusione, gli studi condotti dall’Istituto Dr Rath indicano che i micronutrienti possono sostenere il naturale controllo della progressione del cancro agendo a vari livelli:

  • blocco degli enzimi che facilitano metastasi ed espansione del cancro (MMPs e u-PA)
  • aumento degli inibitori fisiologici naturali
  • induzione della morte naturale delle cellule tumorali renali.

Inoltre, anche in un precedente studio sul cancro della vescicaMW Roomi, et al., Int J Urol. 2006 Apr;13(4):415-9. PubMed, gli stessi processi critici sono stati inibiti utilizzando specifiche sinergie di nutrienti.

L’Istituto Dr Rath ha condotto un numero sufficiente di studiPubMed 139 studi selezionati per affermare che specifiche sinergie di micronutrienti possono egregiamente candidarsi ad un uso terapeutico nel trattamento di diverse tipologie cancerose.

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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