Trattare la carenza di vitamina D costa poco, è semplice, e può ridurre l’onere finanziario dei trattamenti clinici per molteplici problemi di salute.

Ricercatori inglesi e americani sono giunti alla stessa conlcusione, analizzando il rapporto costi/benefici dell’integrazione di vitamina D nelle donne in gravidanza (fecondazione assistita compresa), nei pazienti anziani ricoverati in terapia intensiva, in pazienti con trauma ortopedico.

Già a partire dai trattamenti per la fertilità, la Vitamina D sembra avere un rapporto costi/benefici vantaggioso.

Secondo una recente recensione pubblicata nel Journal of Assisted Reproduction and GeneticsPacis, M. et al. Vitamin D and assisted reproduction: should vitamin D be routinely screened and repleted prior to ART? A systematic review. Journal of assisted reproduction and genetics, 2014. PubMed trattare la carenza di vitamina D può essere un modo conveniente per migliorare le possibilità di gravidanza.

Inoltre, per ogni gravidanza in corso in cui la carenza di vitamina D è stata ignorata, i ricercatori hanno determinato che in media sono stati spesi circa 12.000 sterline in più, rispetto alle donne che nelle stesse condizioni hanno ricevuto integrazioni alimentari per trattare la carenza di vitamina D.

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L'integrazione di vitamina D in gravidanza può influenzare positivamente la proteina C-reattiva, l'insulino-resistenza e i biomarcatori di stress ossidativo. <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23884390" target="_blank">PubMed</a>
L’integrazione di vitamina D in gravidanza può influenzare positivamente la proteina C-reattiva, l’insulino-resistenza e i biomarcatori di stress ossidativo. PubMed

La supplementazione di vitamina D in gravidanza ha molteplici benefici per le donne, riducendo il rischio di complicazioni durante la gestazione e la nascita.

Ricercatori inglesi hanno stimato che trattare la carenza di vitamina D in gravidanza ha ridotto di 4.126 i casi di preeclampsia in Inghilterra e nel Galles. Il risparmio netto calcolato è stato di 18,6 milioni di sterlineKamudoni, P. et al. An estimate of the economic burden of vitamin D deficiency in pregnant women in the United Kingdom. Gynecological Endocrinology, 2016. PubMed
.

La vitamina D riduce la permanenza in terapia intensiva

Grazie ad una ricerca relativamente recente si è scoperto che la carenza di vitamina D è collegata ad un significativo peso finanziario per la struttura ospedaliera e per i contribuenti.

Lo studioWorsening severity of vitamin D deficiency is associated with increased length of stay, surgical intensive care unit cost, and mortality rate in surgical intensive care unit patients, 2012. PubMed, condotto ad Atlanta, ha rilevato che la durata media della permanenza nel reparto di terapia intensiva dei pazienti gravemente carenti di vitamina D è stata di 13 giorni, mentre per i gruppi con carenza da moderata e lieve rispettivamente di 7 e 5 giorni.

Parimenti il costo finanziario è stato in media di circa:

– 60.000 dollari per il gruppo con grave carenza di vitamina D,
– 40.000 per il gruppo con una carenza moderata,
– 20.000 per quello con carenza lieve.

Lo studio ha rilevato inoltre che la carenza di vitamina D aumenta in modo significavo la probabilità di morire.

La vitamna D nelle fratture ossee

E’stato valutato il beneficio economico della supplementazione di calcio e di vitamina D nei pazienti con trauma ortopedicoChilds, BR. et al. Economic benefit of calcium and vitamin D supplementation: Does it outweigh the cost of nonunions? Journal of Orthopaedic Trauma, 2016. PubMed.

I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di 2.358 pazienti adulti con frattura acuta, con l’obbiettivo di stabilire se la supplementazione di vitamina D influenzi la mancata guarigione delle fratture.

Si è scoperto che otto settimane di integrazione giornaliera di vitamina D (1.600 UI) e calcio (1200 mg) hanno portato ad una riduzione del 5% del rischio di mancata guarigione.

Anche se questa riduzione può apparire modesta, le spese risparmiate sono tutt’altro che insignificanti. Il costo totale per il trattamento delle ossa non risaldate è stato calcolato intorno ai 78.030 dollari.

Il costo dell’integrazione per tutti i pazienti con fratture è stato di $ 12.164. Pertanto, la vitamina D e la supplementazione di calcio si traduce in un risparmio netto di 65.866 dollari l’anno, per un solo ospedale.

I ricercatori hanno concluso che “l’integrazione di vitamina D e calcio, per un periodo di 8 settimane dopo la frattura, sembra essere economicamente vantaggiosa”.

Inoltre “La supplementazione può ridurre il numero di fratture successive, migliorare la forza muscolare e l’equilibrio negli anziani, migliorare l’umore e ridurre il numero di pseudoartrosi.”

La letteratura corrente fornisce la prova che la supplementazione di Vitamina D è un metodo economico ed efficace per molteplici obbiettivi sanitari.

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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