Il tessuto connettivo è il tipo di tessuto più abbondante nel nostro corpo. Le sue proprietà determinano la forma del corpo, degli organi, dei muscoli, delle ossa e della cartilagine.

La pelle, il sangue, i vasi sanguigni, il tessuto adiposo (cellule di grasso), i tendini, i legamenti e i denti sono esempi di tessuto connettivo, pertanto, il termine “malattie del tessuto connettivo” comprende una vasta gamma di disturbi; alcuni di essi vengono ereditati, mentre altri danno origine a malattie autoimmuni a causa dell’eccessiva infiammazione.

i tessuti connettiviEsempi di malattie autoimmuni del tessuto connettivo sono la sclerodermia, il lupus, l’artrite reumatoide, la vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni), le malattie del tessuto connettivo misto, ecc.

Secondo un recente studio(1) pubblicato su Scientific Reports, rivista ad accesso libero, esiste una forte associazione e una maggiore incidenza di malattie cardiovascolari nelle persone che hanno malattie del tessuto connettivo.

Si tratta di una pubblicazione sulla base della valutazione retrospettiva delle cartelle cliniche di circa 250.000 pazienti adulti affetti da malattie del tessuto connettivo, che includono artrite reumatoide, lupus, sclerodermia e dermatomiosite (un tipo specifico di debolezza muscolare simmetrica con eruzioni cutanee).

Gli autori hanno concluso che i pazienti afro-americani con malattie del tessuto connettivo avevano significativamente più probabilità di ammalarsi di un certo tipo di malattie cardiovascolari – aterosclerosi, infarto, angina o ictus – rispetto ai caucasici.

Queste malattie cardiovascolari sono caratterizzate dal restringimento dei vasi sanguigni e dall’infiammazione sistemica.

I risultati indicano anche uno sviluppo precoce di malattie cardiovascolari, rispetto al resto della popolazione, nei bimbi afro-americani con malattie del tessuto connettivo.

Mentre questo particolare studio non si sofferma sulle cause sottostanti l’aumento dell’incidenza di malattie cardiovascolari in pazienti affetti da malattie del tessuto connettivo, è noto che la causa principale è data da una diffusa infiammazione sistemica nel corpo.

L’infiammazione è una reazione temporanea in risposta a qualsiasi tipo di lesione tissutale, il segnale che il corpo vuole avviare il processo di riparazione.

Nel caso di sostanze irritanti, ad esempio fumo smog, potremmo avere una reazione infiammatoria temporanea legata al tempo di esposizione.

Le malattie autoimmuni sono invece un esempio di infiammazione cronica in atto. Ciò può causare artrite, gastrite, sclerosi multipla, aterosclerosi, e persino il cancro.

I ricercatori dell’Istituto di Ricerca del Dottor Rath hanno documentato gli effetti anti-infiammatori di una miscela composta in sinergia con vitamina C, lisina, prolina ed estratto di tè verde, in cellule della muscolatura liscia dell’aorta(2) umana.

Questi risultati sono importanti in relazione ai processi infiammatori associati con la progressione dell’aterosclerosi.

In un altro studio, gli stessi ricercatori hanno dimostrato che una miscela di micronutrienti selezionati (composti in sinergia con flavonoidi di agrumi e quercetina) ha ridotto significativamente i marcatori di infiammazione nel sangue(3).

Inoltre, i risultati hanno dimostrato che l’integrazione di micronutrienti contrasta l’infiammazione meglio degli antidolorifici comuni – ibuprofene – con riduzione dei livelli di enzimi COX-2 e di altri marker infiammatori.

E’ importante notare che i farmaci inibitori della COX-2, comportano pericolosi effetti collaterali e rischi per la vita tanto che alcuni come il Vioxx(4) sono stati rimossi dal mercato.

Attualmente, oltre alla soppressione artificiale dei sintomi, non esistono cure soddisfacenti per l’infiammazione, le malattie del tessuto connettivo, le malattie cardiovascolari.

Il gruppo di ricerca del Dottor Rath ha dimostrato che i micronutrienti sono sicuri, efficaci e apportano benefici per la salute in generale.

Riferimenti

  1. F J. Alenghat. Scientific Reports, 2016; 6:20303 PubMed
  2. V. Ivanov, et al., Journal of Cardiovascular Pharmacology 2007, 50(5): 541-547 PubMed
  3. V. Ivanov, et al., International Journal of Molecular Medicine 2008; 22(6): 731-741 PubMed
  4. Repubblica.it 2008 Articolo

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