Per la prima volta, è stato definito come un organo tra i più grandi del corpo: si chiama interstizio, prima conosciuto come tessuto connettivo.

Il ricercatore Petros C. Benias e colleghi dell’Istituto Feinstein di New York hanno identificato che gli strati del corpo ritenuti densi, i tessuti connettivi, sono in realtà compartimenti interconnessi pieni di liquido che costituiscono un unico organoStructure and Distribution of an Unrecognized Interstitium in Human Tissues Scientific Reportsvolume 8, Article number: 4947 (2018)
doi:10.1038/s41598-018-23062-6
.

Fino ad oggi l’interstizio non è mai stato descritto con caratteristiche anatomiche o istologiche:
considerato come “terzo spazio” tra le cellule, non poteva spiegare la grande quantità di liquido immagazzinato al di fuori del sistema vascolare.

La scoperta si deve in parte ad apparecchiature di nuova generazione in grado di mettere a fuoco l’attività di elementi in vivo e sempre più piccoli.

Storicamente, il tessuto viene studiato mediante il microscopio convenzionale. Questo processo però altera la struttura del tessuto e l’interstizio collassa artificialmente.

Il team di ricerca ha utilizzato una tecnologia all’avanguardia, denominata endomicroscopia laser confocale basata su una sonda che consente di esaminare il tessuto umano a livello cellulare.

Risvolti futuri e realtà attive nello studio del tessuto connettivo

Nei prossimi anni questa scoperta potrebbe spingere la medicina ufficiale verso 2 importanti obiettivi:

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  • una migliore comprensione del cancro, delle malattie cardiovascolari e di altre condizioni infiammatorie,
  • lo sviluppo di programmi preventivi e trattamenti standard più efficaci.

Uno studioThe Prevalence of Atherosclerosis in Those with Inflammatory Connective Tissue Disease by Race, Age, and Traditional Risk
FactorsScientific Reports volume 6, Article number: 20303 (2016) doi:10.1038/srep20303
recente, pur dimostrando la connessione tra malattie del tessuto connettivoLe malattie del tessuto connettivo includono: Lupus eritematoso sistemico, sclerosi sistemica, polimiosite, dermatomiosite, Sindrome di Marfan, Sindrome di Ehlers Danlos e rapido sviluppo di malattie cardiovascolari, non riesce tuttavia a spiegare come ciò avvenga.

Allo stesso modo, la scoperta che le malattie infiammatorie intestinali possono predisporre all’insorgere dell’asma e dei depositi nelle arterie coronarieIncreased risk for coronary heart disease, asthma, and connective tissue diseases in inflammatory bowel disease Journal of Crohn’s and Colitis, Volume 5, Issue 1, 1 February 2011, Pages 41–47,, non chiariscele modalità con cui ciò si realizza.

Lo studio del tessuto connettivo o interstizio può finalmente far luce su tali “contaminazioni” di organi diversi.

Precursore in questo campo è il Dr Rath Research Institute, con studi (in vivo, in vitro e trial clinici CRT) condotti utilizzando sinergie di micronutrienti naturaliExtracellular matrix-mediated control of aortic smooth muscle cell growth and migration by a combination of ascorbic acid, lysine, proline, and catechins.
J Cardiovasc Pharmacol. 2007 Nov;50(5):541-7. PubMed
Essential nutrients suppress inflammation by modulating key inflammatory gene expression.
Int J Mol Med. 2008 Dec;22(6):731-41. PubMed
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Puntando al mantenimento ed al ripristino di un tessuto connettivo sano, le ricerche del team del Dr Rath dimostrano come questo tipo di approccio può realmente prevenire e rallentare l’infiammazione, l’invecchiamento, lo sviluppo delle malattie cardiovascolari, dei tumori, l’azione di un virus.

La salvaguardia del tessuto connettivo si è visto che può influenzare molteplici meccanismi:

Il tessuto connettivo o interstizio è un reticolo di proteine forti e flessibili, che si dirama senza interruzioni sotto la superficie della pelle, arriva al tubo digerente, riveste i polmoni, i sistemi urinari e le arterie, attraversa il cuore, avvolge le vene e la fascia circostante i muscoli.

Definito anche fascia o lamina connettivale dona sostegno e stabilità a tessuti, organi e muscoli in tutto il corpo.

tessuto connettivo: scoperto essere l'organo più grande del corpo
Strati del tratto gastrointestinale – [CC BY-SA 3.0]

Per resistere a trazione o a distensione, (ad es. nei tendini), il tessuto connettivo è ricco di fibre collagene e di fibre elastiche disposte ordinatamente; dove invece deve resistere alla compressione o circondare un organo prevale il collageneFonte: Atlante di Istologia.

Per la salute del tessuto connettivo tre importanti fattori

Abbiamo capito che il tessuto connettivo, o come da ora in poi sarà definito, interstizio, si trova ovunque nel nostro corpo e costituisce un unico ed importantissimo organo, tra i più estesi.

Tale riconoscimento speriamo conferirà ufficialmente a questa parte dell’organismo umano l’importanza che merita a livello medico.

C’è invece chi, come l’ Istituto di Ricerca del Dr Rath, da oltre 10 anni lo ha posto al centro di tutto il suo lavoro di indagine.

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Per mantenere in salute il tessuto connettivo 3 fattori sono di cruciale importanza:

  • 1. la disponibilità di micronutrienti,
  • 2. la flessibilità data dal movimento,
  • 3. l’età.

1. I micronutrienti

Alcuni dei micronutrienti chiave sperimentati per preservare e riparare l’integrità del tessuto connettivo sono quelli coinvolti nella produzione di ATP delle cellule, nella produzione di collagene, nel ciclo dell’omocisteina e nella modulazione dell’infiammazione; parliamo di:
vitamine del gruppo B, Betaina, aminoacidi L-lisina, L-prolina, Vitamina C, Vitamina E, polifenoli e bioflavonoidi, Rame, N-Acetil Glucosamina, Condroitina Solfato, Zinco, Manganese e Vitamina D.

Recentemente, grazie a nuove tecniche di osservazione dell’attività cellulare in vivo, si è visto che la vitamina D è in grado di riparare l’endotelio.

Il Dr Rath Research Institute indaga sulle funzioni del tessuto connettivo da oltre un ventennio utilizzando combinazioni di micronutrienti che si sono dimostrate efficaci nel migliorare ad esempio la guarigione delle fratture osse, il controllo dei tumori delle ossa e dei sarcomi infantili, la gestione delle patologie allergiche, l’asma, la malattia di Lyme, la gestione dell’ipertensione.

Elevato allo status di “organo”, il tessuto connettivo o intersitzio potrebbe essere un’occasione per la medicina tradizionale di realizzare nei prossimi anni degli approcci standardizzati migliori e più efficaci.

Esso si muove fluido in tutto il corpo ed è la fonte della linfa, un fluido che può stimolare le cellule immunitarie a generare infiammazione.

Specifiche sinergie di micronutrienti sono state testate con successo nel controllo degli stati infiammatori di diverse patologie e nel modulare la risposta immunitaria (ad esempio in caso di psoriasi, artriti, asma).

Secondo i ricercatori dell’Istituto Feinstein, scopritori dell’interstizio, si potrebbe spiegare perché il cancro che invade questo spazio interstiziale ha più probabilità di diffondersi generando metastasi.

La ricerca condotta dai colleghi del Dr Rath Research Institute ha già sperimentato le reazioni dell’interstizio in 40 tipi di tumori diversi, dimostrando che la somministrazione di specifiche sostanze micronutrienti agisce bloccando i meccanismi cruciali del cancro: infiammazione, diffusione di metastasi, angiogenesi. Leggi approfondimento.

2. Il movimento

Finché si continua a muoversi, ci si allunga e si respira, l’interstizio rimane flessibile, ma se il corpo diventa immobile in seguito ad infortunio o inattività, il tessuto connettivo dei muscoli tende ad irrigidirsi.

E non finisce qui. E’ noto che la sedentarietà contribuisce all’instaurarsi dell’ipertensione, del diabete generando una cattiva risposta del sistema immunitario.

Ciò avviene perché allo stesso modo si irrigidisce anche l’interstizio che riveste le arterie, il cuore e gli altri organi compromettendo tutte le sue importanti funzioni, come ad esempio quelle metaboliche e immunitarie.

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Funzioni del tessuto connettivo in breve

  • Stoccaggio, assorbimento e smaltimento dei rifiuti correlati alla funzione metabolica (sangue, adipociti / grassi, tessuto linfatico)
  • Trasporto di vitamine, minerali, energia, proteine, acqua, ossigeno e altre sostanze (sangue)
  • Protezione da contaminanti nocivi, impatto e attrito (cartilagine, tessuto cicatriziale)
  • Immunità e difesa (globuli bianchi, pelle, tessuto cicatriziale)
  • Supporto strutturale (tendini, legamenti, ossa, cartilagine)
  • Isolamento termico (adipociti / grasso)
  • Produzione di sangue (midollo osseo, tessuto linfatico)

3. L’età

Le cellule nell’interstizio cambiano con l’età, il che può contribuire al corrugamento della pelle, all’irrigidimento degli arti e alla progressione di malattie fibrotiche, sclerotiche e infiammatorie.

Tuttavia, i processi di invecchiamento possono rallentare migliorando la qualità di vita se manteniamo in salute il tessuto connettivo rispettando i due punti precedenti: micronutrizione (specifica, personalizzata) e movimento, in particolare lo streching, lo yoga, il Tai Chi Chuan.

 

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Hans Halle

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