Sono passati un centinaio di anni insieme a numerose ricerche scientifiche da quando è stato ufficialmente riconosciuto il morbo di Alzheimer, e non esiste ancora un trattamento efficace.

Nel 2014, per la prima volta, i ricercatori della UCLA hanno sviluppato un programma in grado di invertire la perdita di memoria.

Non si tratta di un farmaco o di una procedura, ma di un nuovo approccio completo e personalizzato per il trattamento della perdita di memoria associata alla malattia di Alzheimer. I ricercatori precisano esattamente cosa si può fare per invertire le conseguenze cerebrali della malattia.

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Nel rapporto del Direttore dell’Easton Center dell’UCLA, il Dr. Dale E. Bredesen, Professore Ordinario «Augustus Rose» di Neurologia, spiega come il morbo di Alzheimer sia una malattia complessa influenzata da molteplici fattori tra cui il sonno, la dieta, l’esercizio fisico. “Tutti questi fattori – ma anche altri – contribuiscono all’equilibrio nella plasticità cerebrale”.

Dieci pazienti con perdita di memoria, alcuni dei quali confermati per Alzheimer dalle scansioni cerebrali, hanno partecipato a un piccolo studio della UCLA chiamato MEND (Metabolic Enhancement for NeuroDegeneration).

Nel protocollo UCLA, i pazienti hanno modificato lo stile di vita in modo radicale, evitando i carboidrati semplici, il glutine e gli alimenti trasformati, aumentando l’assunzione di pesce, prendendo parte a lezioni di yoga e di meditazione per la riduzione dello stress. Inoltre, hanno aumentato le ore di sonno, hanno assunto melatonina, vitamina B-12, vitamina D-3 + olio di pesce e altri micronutrienti.

Nell’arco di sei mesi, nove pazienti hanno avuto un notevole miglioramento della memoria. Solo un paziente, alle prese con le ultime fasi del morbo di Alzheimer, non ha mostrato miglioramenti.

Secondo i ricercatori della UCLA i risultati suggeriscono che, almeno nella fase iniziale, cambiando i processi metabolici di una persona si può ripristinare la memoria e le funzioni cognitive.

Sei dei pazienti trattati, che in precedenza hanno dovuto interrompere la loro attività lavorativa, sono stati in grado di riprendere il proprio lavoro. Gli autori dello studio hanno seguito alcuni pazienti per altri due anni e mezzo, constatando che i miglioramenti di memoria sono rimasti stabili.

Sono in corso progetti per condurre studi più ampi su questo programma terapeutico.

Fonte
Reversal of cognitive decline: A novel therapeutic program

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Hans Halle

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