Calcoli, o meglio il rischio di accumulo di calcoli renali è comunemente associato all’assunzione di vitamina C (acido L-ascorbico), dato che alcuni studi hanno dimostrato che aumenta i livelli di ossalati.

Tuttavia, non ci sono prove concrete che la vitamina C, da sola, sia sufficiente a favorire l’insorgenza di calcoli renali.

In un’analisi dei fattori di rischio legati alla dieta [1] i ricercatori concludono che l’iperossaluria deriva prevalentemente da un aumento della produzione endogena e da iperassorbimento intestinale di ossalati, in parte causata da un’alimentazione inadeguata o da scarsa disponibilità di calcio (concentrazioni elevate di ossalati sottraggono, per complessazione, ioni di calcio nel lume intestinale).

Cosa succede quando assumi vitamina C

La vitamina C nel corpo si scinde in acido deidroascorbico (DHAA), ulteriormente metabolizzato e trasformato in acido dichetogulonico e successivamente in acido lixonico, xilosio, acido treonico, o acido ossalico (ossalato).

L’ossalato (o acido ossalico) è il prodotto metabolico finale della vitamina C. Il corpo non può rompere ossalati in composti più piccoli. La confusione è dovuta alla presenza nelle urine di ossalato di calcio, il componente principale dei calcoli renali.

L’89% di vitamina C somministrata per via orale viene eliminata come acido deidroascorbico (DHAA).

I calcoli di ossalato di calcio nel rene sono causati da una serie di fattori; l’alta assunzione di vitamina C, in concomitanza di particolari condizioni mediche, è solo uno dei tanti.

Da cosa può dipendere la formazione di calcoli renali

Condizioni fisiche

I calcoli renali sono legati alla presenza di metalli pesanti, alti livelli di calcio e/o riduzione di magnesio nelle urine, elevati livelli di cistina e fosforo (sempre nelle urine), invecchiamento, disidratazione, punture di calcio, insufficienza renale preesistente, storia di bypass intestinale o resezione chirurgica, malassorbimento intestinale, infezioni del tratto urinario, iperparatiroidismo, cirrosi, diabete, insufficienza cardiaca congestizia, terapia antibiotica, riposo a letto prolungato, ipertensione, maggiore assunzione di alcol, dieta chetogenica (dieta povera di carboidrati ricca di grassi e proteine).

Alimentazione

Spinaci, rabarbaro, prezzemolo, agrumi sono buone fonti di ossalati. Allo stesso modo, bietola, cacao, cioccolato, pepe, germi di grano, arachidi, fagioli fritti, scorza di lime alzano il livello di ossalati nel corpo. Inoltre, alimenti ricchi di proteine, tra i quali anche quelli a base di soia, possono aumentare la secrezione di ossalati.

Tra i più comuni fattori di rischio per i calcoli renali troviamo: ipertensione, obesità, disidratazione cronica, cattiva alimentazione e una bassa assunzione di magnesio.

In uomini sani non si è notato alcun aumento significativo di ossalati in seguito a somministrazione giornaliera di vitamina C pari a 4000 mg o meno [5].

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In concomitanza con alcune patologie invece, l’assunzione di alte dosi di vitamina C, come nutriente singolo, può rischiare di annullarne i benefici.

Ad esempio può esacerbare ulteriormente un sistema immunitario già di per sé iper-attivo (ad esempio nell’artrite reumatoide) e può causare diarrea. E’ bene in questi casi assumerla legata sinergicamnete ad altri nutrienti che ne migliorano l’azione, vedi ricerca Istituto Dr Rath.

Il ruolo della vitamina C nella prevenzione dei calcoli renali

I calcoli renali di fosfato di calcio possono esistere solo in un tratto urinario non acido. L’acido ascorbico (la più comune forma della vitamina C) acidifica l’urina sciogliendo così i calcoli di fosfato, prevenendo la loro formazione.

L’urina acida riesce a sciogliere i calcoli di fosfato di ammonio di magnesio, che altrimenti richiederebbero la rimozione chirurgica. Questi sono gli stessi calcoli di struvite associati alle infezioni del tratto urinario.

Sia l’infezione che i calcoli sono facilmente curati con la vitamina C in dosi massicce e si possono prevenire al 100% con un consumo quotidiano di acido ascorbico superiore alle dosi giornaliere raccomandate. Un gorilla assume circa 4.000 mg di vitamina C al giorno con la sua dieta. Per gli esseri umani, dal febbraio 2015 la RDA giornaliera è di 1000 mg [19]. E’ improbabile che il gorilla sbagli.

L’ossalato di calcio può formarsi in urine acide indipendentemente dal fatto di assumere o no vitamina C. Tra l’altro, questo tipo di calcoli si possono prevenire con adeguate quantità di vitamine del gruppo B e di magnesio, elementi di cui parte della popolazione sembra essere carente perché obesa [12], perché fa uso di inibitori della pompa protonica, di antibiotici oppure soffre di disturbi intestinali [14].

Altri fattori connessi alla formazione di calcoli impediscono di fare chiarezza

Dato che l’ossalato è un metabolita della vitamina C, e per questo vi è una certa preoccupazione che possa aumentare il rischio di calcoli renali di ossalato di calcio, sono state condotte numerose ricerche su ampi gruppi di persone.

Tuttavia, non è stato possibile giungere ad una conclusione definitiva, dato che manca una contestuale analisi di alcune condizioni abbastanza comuni, collegate alla formazione di ossalati:

  • carenze nutrizionali di magnesio e vitamine del gruppo B [12, 13],
  • malassorbimento intestinale [14], anche solo connesso con l’invecchiamento,
  • disidratazione [15],
  • disordini alimentari.

Alla luce di quanto appena esposto, non devono quindi sorprendere i risultati contradditori degli studi che seguono.

Studi epidemiologici che si contraddicono

Per esempio, alcuni [17, 2, 3], ma non tutti [4, 5, 18], hanno riportato che la vitamina C aumenterebbe i livelli urinari di ossalato.

Questa contraddizione indica che molto probabilmente gli ossalati non dipendono dall’assunzione di vitamina C, tanto che, nello studio pubblicato on-line su Kidney International[1], una sua restrizione appare ingiustificata.

Approfondimento

Due ampi studi di coorte prospettici, uno [6] con 45,251 uomini seguiti per 6 anni e l’altro [7] con 85,557 donne monitorate per 14 anni, hanno mostrato che il consumo ≥1,500 mg di vitamina C al giorno non ha aumentato il rischio di formazione di calcoli renali rispetto a coloro che hanno assunto <250 mg.

D’altro canto, altri due ampi studi prospettici hanno riferito che un elevato apporto di acido ascorbico è stato associato ad un aumento del rischio di formazione di calcoli renali negli uomini [8, 9].

Uno studio [8] prende in esame i controlli eseguiti ogni 4 anni su 4.619 operatori sanitari di sesso maschile, tra i 40-75 anni, che assumevano vitamina C dal cibo e da fonti supplementari. Dopo 14 anni di follow-up, gli uomini che hanno consumato ≥1,000 mg / die di vitamina C avevano un rischio più elevato del 41% di sviluppare calcoli renali rispetto agli uomini che consumano <90 mg /die.

Nello studio di coorte svedese [9], condotto su 48,840 uomini (tra i 45 e i 79 anni) seguiti per 11 anni, la vitamina C è stata associata ad un rischio di calcolosi renale 2 volte più alto.

Ruolo preventivo dimostrato

Lo studio del dipartimento di ricerca sulle vitamine, Hoffmann-La Roche [18], del 1997, ha rivelato invece che gli individui con elevata assunzione di vitamina C hanno avuto un minor rischio di calcoli renali rispetto agli individui che ne consumano meno.

Più recentemente altri ricercatori hanno dimostrato il ruolo terapeutico della vitamina C, perché inibisce la formazione di ossalato di calcio in individui con una storia di formazione di calcoli [10, 11].

Il rischio di calcoli è stato prospetticamente studiato in relazione all’integrazione di vitamina B6, e, separatamente, in relazione all’assunzione di vitamina C, in 85,557 donne con nessuna storia di calcoli renali…
Risultato:
– alte dosi di vitamina B6 possono ridurre il rischio di formazione di calcoli renali,
– la restrizione della vitamina C per prevenire la formazione di calcoli appare ingiustificata [7].

Riassumendo

Nonostante i risultati contrastanti, può essere prudente evitare altissime dosi di vitamina C (acido L-ascorbico) per coloro che hanno una insufficienza renale conclamata, ma anche in presenza di particolari patologie in cui il sistema immunitario aggredisce se stesso (sclerosi multipla, psoriasi, artrite reumatoide ed altre codizioni).

L’assunzione di ascorbato di calcio (acido L-ascorbico unito a sali di calcio) deve essere evitata dai soggetti con ipercalcemia, iperparatiroidismo, familiarità per calcoli.

Infine:

  • Basse o alte dosi di vitamina C (acido L-ascorbico) generalmente non causano un aumento significativo di ossalato urinario [5-16]
  • L’acido L-ascorbico tende ad impedire la formazione di calcoli renali di ossalato di calcio [10, 11, 18]
  • I fattori di rischio più comuni per i calcoli renali sono:
    ipertensione preesistente, obesità, disidratazione cronica, cattiva alimentazione, una bassa assunzione di magnesio, carenza di vitamine del gruppo b, ipercalcemia, iperparatiroidismo, diabete.

Riferimenti

1. Dietary risk factors for hyperoxaluria in calcium oxalate stone formers Nature

2.  Effect of ascorbic acid consumption on urinary stone risk factors. J Urol. 2003;170(2 Pt 1):397-401.  PubMed

3.  Ascorbate increases human oxaluria and kidney stone risk. J Nutr. 2005;135(7):1673-1677.  PubMed

4.  The effect of ascorbic acid ingestion on the biochemical and physicochemical risk factors associated with calcium oxalate kidney stone formation. Clin Chem Lab Med. 1998;36(3):143-147.  PubMed

5.  Effect of high dose vitamin C on urinary oxalate levels. J Urol. 1994;151(4):834-837.  PubMed

6.  A prospective study of the intake of vitamins C and B6, and the risk of kidney stones in men. J Urol. 1996;155(6):1847-1851.  PubMed

7.  Intake of vitamins B6 and C and the risk of kidney stones in women. J Am Soc Nephrol. 1999;10(4):840-845.  PubMed

8.  Dietary factors and the risk of incident kidney stones in men: new insights after 14 years of follow-up. J Am Soc Nephrol. 2004;15(12):3225-3232.  PubMed

9.  Ascorbic acid supplements and kidney stone incidence among men: a prospective study. JAMA Intern Med. 2013;173(5):386-388.  PubMed

10. Vitamin C: The Real Story, the Remarkable and Controversial Healing Factor. (2008) Basic Health Publications ISBN-13: 9781591202233

11. Vitamin C does not cause kidney stones. (2005) orthomolecular.org

12. Nutritional intake and prevalence of nutritional deficiencies prior to surgery in a Spanish morbidly obese population. PubMed

13. Effects of magnesium hydroxide in renal stone disease. PubMed

14. Stones from bowel disease. PubMed

15. The importance of good hydration for the prevention of chronic diseases. PubMed

16. Vitamin C: intravenous use by complementary and alternative medicine practitioners and adverse effects. (2010) PubMed

17. Vitamin C pharmacokinetics in healthy volunteers: evidence for a recommended dietary allowance. Proc Natl Acad Sci U S A. 1996;93(8):3704-3709.  PubMed

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18. No contribution of ascorbic acid to renal calcium oxalate stones. PubMed

19. Ministero della Salute

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