La nutrizione gioca un ruolo fondamentale durante tutto l’arco della vita, a partire dal feto. Sono state condotte molte ricerche per illustrare l’importanza della vitamina D durante la gravidanza.

Tra gli studi più significativi, nel 2012, i Professori Carole Wagner, Bruce Hollis e colleghi, hanno confrontato le complicazioni durante la gravidanza e alla nascita in donne a cui sono stati somministrati 2000 UI e 4000 UI al giorno di vitamina D3.

I ricercatori hanno scoperto che le donne con 4000 UI di vitamina D3 al giorno avevano una maggiore probabilità di avere un parto senza complicazioni.

Al contrario, le donne riceventi quantità inferiori, hanno avuto maggiori probabilità di avere non solo un parto prematuro, ma anche di sviluppare diabete gestazionale, preeclampsia o infezioni.

Recentemente, è stato condotto un altro studio (2) per valutare se i bambini nati da madri che utilizzano integrazioni di vitamina D, durante la gravidanza, possono avere una maggiore massa ossea alla nascita rispetto a quelle che in gravidanza non integrano.

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I ricercatori hanno formato in modo casuale due gruppi di 569 e 565 donne in gravidanza: alcune avrebbero ricevuto il placebo e altre avrebbero ricevuto l’integrazione di 1000 UI di vitamina D3 al giorno.

Tutte le donne erano tra le 14-17 settimane di gravidanza, con livelli bassi/normali di vitamina D.

Ecco quello che i ricercatori hanno scoperto:

non vi erano differenze tra la massa ossea dei bambini nati dalle madri del gruppo che ha ricevuto l’integrazione di vitamina D e quelle del gruppo placebo.

Tuttavia, i bambini nati in inverno dalle madri dal gruppo che assumeva la vitamina D, avevano una maggiore massa ossea rispetto ai bambini nati da madri del gruppo placebo (p = 0,04).

Le donne nel gruppo placebo hanno sperimentato un aumento del tasso di grave emorragia post-partum rispetto a quelli del gruppo trattato con vitamina D (p = 0,01).

Come si spiega questo risultato? L’evidenza suggerisce che la crescita precoce e fattori intrauterini possono influenzare la massa ossea futura, in questo caso alla nascita.

Parimenti, ossa deboli nella prima infanzia possono predisporre all’osteoporosi in età avanzata. Con la crescente prevalenza di osteoporosi, è necessario intervenire fin dai primi anni di vita per migliorare la massa ossea.

“[I risultati] suggeriscono possibili effetti benefici della supplementazione nelle donne in gravidanza che partoriscono nei mesi invernali.” Hanno concluso i ricercatori.

I ricercatori possono non aver trovato effetti significativi dell’integrazione di vitamina D sulla massa ossea tra tutti i neonati a causa della dose relativamente ridotta.

Forse 5.000 UI al giorno (alla madre) avrebbero fatto la differenza nella massa ossea di tutti i bambini.

Inoltre, i ricercatori hanno dovuto escludere le donne con livelli di vitamina D molto bassi (<10 ng / ml). Tuttavia, è nei soggetti gravemente carenti che si evidenziano i risultati più significativi.

Vitamina D durante l’allattamento

Un gruppo di ricercatori della University of South Carolina ha scoperto che le madri che hanno preso un supplemento di vitamina D pari a 6.400 UI al giorno hanno fornito ai loro bambini più di 800 UI di vitamina D per ogni litro di latte materno. (3)

Nello stesso studio, le madri che hanno assunto un dosaggio giornaliero di 400 UI di vitamina D hanno fornito ai loro bambini solamente circa 50 UI di vitamina D per litro. Queste donne hanno dovuto dare ai loro bimbi un supplemento.

Perciò, se la madre assume circa 5/6.000 IU durante l’allattamento, non dovrebbe essere necessario dare al bambino ulteriore vitamina D. Il latte materno ne contiene abbastanza.

Una madre che allatta può ottenere vitamina D in due modi: esponendo la pelle nuda al sole o con l’assunzione di integratori.

Ricordiamo che la vitamina D è liposolubile, e per questo il corpo tende a perderla molto lentamente. Durante l’integrazione quindi, è bene monitorare i livelli con il test 25-idrossi vitamina D (detta anche 25-OH vitamina D o calcifediolo).

E’ molto probabile essere carenti di vitamina D se:

  • in sovrappeso;
  • ci si trova a latitudini al di sopra del 35° parallelo;
  • si sosta a lungo dentro gli edifici, o al sole con i vestiti addosso;
  • si ha la pelle scura.

Riferimenti

  1. Health characteristics and outcomes of two randomized vitamin D supplementation trials during pregnancy: a combined analysis. J Steroid Biochem Mol Biol. 2013 Jul;136:313-20
    PubMed
  2. Maternal gestational vitamin D supplementation and offspring bone health (MAVIDOS): a multicentre, double-blind, randomised placebo-controlled trial. Lancet Diabetes Endocrinol. 2016 Mar 1 PubMed
  3. High-dose vitamin D3 supplementation in a cohort of breastfeeding mothers and their infants: a 6-month follow-up pilot study. Breastfeed Med. 2006 Summer;1(2):59-70. PubMed

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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