I farmaci per trattare la pressione alta sarebbero utili anche alle persone sane.

È quanto emerge da un recente studio apparso sulla rivista “The Lancet”Scarica lo studio in formato pdf, condotto nel “nobile” tentativo di ridurre il rischio di attacchi cardiaci e ictus nella popolazione.

Da notare che fino ad oggi, nonostante gli sforzi della ricerca medica, le proiezioni future che ci vengono prospettate sono da sempre in aumento e mai in calo. Dunque, siccome prima o poi ti viene la pressione alta tanto vale che inizi da sano a prendere il farmaco.

Se lo sforzo della ricerca medica si limita a dimostrare l’utilità (e ci riesce, dato che i dati statistici sono manipolabili) di medicalizzare le persone sane, è lecito chiedersi con quale tipo ricerca e di informazione medica abbiamo a che fare. Indipendente o pilotata?

Farmaci alle persone sane? Non è una novità

A proposito del fatto di trattare le persone sane, leggiamo nella “bibbia” di medicina interna, la sedicesima edizione dei “Principi di medicina interna” (Harrison 2005):

Pazienti con livelli plasmatici di LDL marcatamente elevati (superiori a 190 mg/dl) devono essere candidati alla terapia farmacologica anche se il loro rischio assoluto di malattia cardiovascolare a 10 anni non è molto elevato. La decisione di iniziare una terapia farmacologica nei pazienti con livelli di LDL plasmatici compresi tra 130 e 190 mg/dl può essere difficile.

Sebbene sia raccomandabile evitare un trattamento farmacologico nei pazienti che non sembrano a rischio di sviluppare la malattia cardiovascolare, gran parte dei pazienti che alla fine sviluppano una malattia cardiovascolare, presenta livelli plasmatici di LDL entro questi valori.

Traduciamo in italiano dal medichese: “se anche il rischio cardiovascolare non c’è, lo trattiamo comunque, perché quelli che muoiono di cuore hanno in gran parte valori di colesterolo di quel tipo.”

…Quanto tempo ci vorrà perché questo delirio finisca?

Tratto dal LIBRO: “Colesterolo amico nemico” 
Attilio e Luca Speciani
(rispettivamente medico chirurgo e consulente della nutrizione)

Entriamo ora nel merito della ricerca apparsa su “the Lancet”Scarica lo studio in formato pdf.

Parliamo di una meta-analisi di 19 studi, dove i ricercatori sono riusciti a dimostrare che tutte le persone a rischio dovrebbero ricevere un farmaco, benchè il loro livello di pressione arteriosa risulti normale, indipendentemente dagli effetti collaterali.

Si potrebbe sospettare che la pressione alta, più che una malattia, rappresenti una ghiotta opportunità per le casse delle case farmaceutice, beccate ancora una volta a fare i loro interessi.

E mentre i media si “sbattono” per promuovere lo studio, nessuno denuncia il fatto che la metà dei ricercatori coinvolti, ha avuto collegamenti con le aziende farmaceutiche multinazionali o interessi di ricerca pro-farmaceutici Nature.

Lancet: studio pressione alta in balia dei conflitti di interesse

In particolare, non si fa menzione dei pagamenti fatti ai ricercatori da parte dell’industria farmaceutica e delle parti interessate.

I soldi pagati hanno incluso sovvenzioni, onorari, rimborso viaggi, spese di personale e altri benefit.

Preoccupante anche il fatto che nessuno menziona il coinvolgimento nei comitati direttivi aziendali di molti dei ricercatori.

Prendiamo ad esempio Bruce Neal, Università di Medicina di Sydney.

Bruce Neal ha ricevuto sovvenzioni da parte delle società farmaceutiche Jannsen, Abbvie, Laboratori del Dr Reddy, Merck Schering Plough, Roche, onorari o rimborsi di viaggio da Abbott, Novartis, Pfizer, Servier, Roche, e Janssen.

Vlado Perkovic, anche lui dell’Università di Sydney, uno dei quattro ricercatori che ha concepito e progettato lo studio, ha ricevuto pagamenti da Abbvie, Baxter, Janssen, così come rimborsi di spese personali da Merck e Servier.

Egli ha lavorato nel comitato direttivo di Astellas; nel Comitato consultivo/direttivo di GlaxoSmithKline, Bristol-Myers Squibb, e Janssen.

Inoltre, ha ricevuto onorari per parlare a simposi da Eli Lilly, Pfizer, e Astra Zeneca. Inoltre, ha fatto parte del comitato direttivo con onorari ricevuti per presentazioni da Boehringer Ingleheim.

In tutto, 8 dei 16 ricercatori citati da Lancet hanno collegamenti o interessi, passati o presenti, a multinazionali farmaceutiche.

Alla luce di questo fatto, per i pazienti affetti da pressione alta è lecito chiedersi perché le opinioni di questi ricercatori dovrebbero essere attendibili o viste come indipendenti dagli interessi delle aziende che li pagano.

In teoria, abbiamo il sospetto che questo studio sia stato essenzialmente uno strumento di promozione travestito per l’industria farmaceutica.

La pressione alta spesso può essere trattata senza il ricorso ai farmaci

La più grande tragedia in relazione allo studio è il fatto che milioni di pazienti in tutto il mondo, medici compresi, sono ancora oggi all’oscuro (o non si vuole vedere) dei meccanismi cellulari chiave che promuovono l’ipertensione arteriosa essenziale, parliamo di circa il 90% dei casi di pressione alta.

La prova dell’efficacia di approcci diversi dal farmaco tradizionle nel controllo della pressione alta viene da uno studio clinico pilota Dr Rath Research Institute condotto dai ricercatori del Dr. Rath Research Institute.

I ricercatori hanno valutato gli effetti della supplementazione di micronutrienti (composti in sinergia) nei pazienti di età compresa tra i 32 ei 60 anni.

Ai pazienti di questo studio è stata data una specifica combinazione di nutrienti (vitamina C, lisina , prolina, arginina, magnesio e altri).

All’inizio del processo, tutti i pazienti avevano elevati valori di pressione diastolica e sistolica. Il valore medio della pressione sistolica era di 167, mentre la pressione diastolica media è stata di 97.

pressione alta trattata senza farmaci

Dopo aver preso i micronutrienti per 32 settimane, la pressione sanguigna di tutti i pazienti era migliorata: la pressione sistolica media era di 142 e quella diastolica di 83.

Inoltre, a differenza dei farmaci antipertensivi, nel raggiungimento di questi risultati i micronutrienti non hanno causato effetti collaterali.

Oltre 1 miliardo di persone in tutto il mondo convive con livelli pressori elevati o incontrollati e questo numero dovrebbe aumentare del 60 per cento entro il 2025.

Si tratta di pazienti che non conoscono la verità sulla sicurezza e l’efficacia delle terapie naturali nel controllare questo pericoloso problema di salute.

Al momento è improbabile che questo tipo di informazione possa minimamente trapelare dalla rivista medica The Lancet o dagli autori dello studio.

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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