Come sostenitori della prevenzione naturale basata sulla medicina dell’evidenza, in accordo con le raccomandazioni dell’OMS e dell’Università di HarvardHarvard T.H. Chan School of Public Health – sito, la nostra asssociazione respinge con forza le conclusioni negative sui benefici delle vitamine apparse recentemente su molti giornali e articoli online e non.

In particolare, ad attirare l’attenzione dei media è stata una meta-analisi sull’efficacia delle vitamine e dei minerali per prevenire le malattie cardiovascolari, uscita nel 2018Jenkins DJA et al., “Supplemental vitamins and minerals for CVD prevention and treatment,” Journal of the American College of Cardiology, vol. 71, no. 5 (June 2018): 2570-2584 JACC.

Lo studio è debole per diverse ragioni. Ad esempio la maggior parte delle persone con una malattia prolungata talvolta inizia a prendere vitamine quando è troppo tardi; non si ammalano dopo aver iniziato a prendere le vitamine.

Pubblicato a cura della rivista medica JACC (Journal of the American College of Cardiology), intitolato “Integrazioni di vitamine e minerali per la prevenzione ed il trattamento Cardiovascolare”, lo studio è soggetto a diverse limitazioni.

Commento del dottor Ugo Miraglia – cardiologo

La review di JACC presenta alcuni punti deboli (come onestamente ammesso dagli stessi autori) come l’eccessiva eterogeneità dei dati e la mancanza di considerazione dei dati dal modello a effetti fissi. Le coorti dovrebbero essere di durata più lunga per evidenziare l’effetto dell’integrazione sulle patologie croniche. Non vi è omogeneità nella supplementazione.

I partecipanti agli studi erano spesso persone già sensibili alle problematiche di salute (a volte personale sanitario) e quindi non rappresentano un campione della popolazione generale.

Vi sono stati problemi di aderenza al progetto di supplementazione, mancavano spesso dati dose-risposta.

L’insieme di dati raccolti mostra che:

  • multivitaminici, vitamina C, vitamina D, β-carotene, calcio e selenio non hanno alcun effetto sugli eventi cardiovascolari;
  • niacina con una statina aumentavano il rischio di mortalità per tutte le cause (…e gli effetti collaterali delle statine?);
  • l’acido folico e le vitamine B hanno rispettivamente dei benefici protettivi minimi per le malattie cardiovascolari e l’ictus.

Il lato positivo: ruolo preventivo confermato e necessità di nuovi studi

In una nota piuttosto positiva, gli autori hanno trovato che in molte delle meta-analisi esaminate, le vitamine del complesso B e l’acido folico hanno contribuito a ridurre il rischio di ictus.

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L’acido folico ha inoltre ridotto il rischio di malattie cardiovascolari in cinque delle meta-analisi consultate.

Alla luce di tali risultati positivi, siamo delusi dall’attenzione negativa rivolta agli integratori più diffusi sulla base di uno studio che ci mostra solamente una realtà disgregata e disomogenea in cui ovviamente vitamine e minerali non prevengono le malattie cardiovascolari.

È noto invece che il multivitaminico e le vitamine D e C sono ugualmente utili per la salute e il benessere generaleHarvard T.H. Chan School of Public Health – Nutrition Insurance Policy: A Daily Multivitamin; la vitamina D ha dismostrato in realtà di proteggere contro la mortalitàAutier P, Gandini S. Vitamin D supplementation and total mortality: a meta-analysis of randomized controlled trials. Arch Intern Med. 2007;167:1730-7
Bjelakovic G, Gluud LL, Nikolova D, et al. Vitamin D supplementation for prevention of mortality in adults. Cochrane Database Syst Rev. 2011:CD007470
.

Certo, vitamine e minerali non sono destinati a far sparire le malattie cardiovascolari, quindi non dovremmo aspettarci che i dati dimostrino il contrario. Consideriamo però un fatto: c’è modo e modo di utilizzare l’integrazione e di monitorarla.

Gran parte dei media si schiera ciecamente contro gli integratori alimentari senza analizzare a fondo la questione, mentre raramente si occupano degli effetti deleteri che provocano la sommatoria dei trattamenti chimici della frutta e della verdurra o degli effetti di certe bibite.

In breve, vogliamo perciò sottolineare due aspetti importanti:

  • i consumatori purtroppo ricevono l’impressione errata che gli integratori non esercitino alcun beneficio per la salute cardiovascolare, mentre invece possono prevenire l’ictus come documenta la review dello JACC;
  • l’integrazione deve essere mirata ed anche costruita in modo significativo dal punto di vista biochmico/cellulare per poter migliorare la prevenzione e la qualità di vita; diversamente si giunge a risultati casuali.

Il cambiamento viene da una miglior comprensione delle vitamine

Il comportamento biochimico delle vitamine e di altri micronutrienti è rintracciabile analizzando a fondo il ciclo dell’Omocisteina, la produzione di SAM (S-adenosil Metionina), la produzione di ATP, il metabolismo ormonale. Una tale analisi offre spesso interessanti spunti per comprendere la genesi della malattia cronico-degenerativa molto prima della sua diagnosi.

Per questo ti invitiamo a partecipare ai nostri corsi.

Approfondire quei meccanismi biochimici, dove vitamine e minerali vengono direttamente o indirettamente coinvolti, consente alle moderne figure mediche di chiarire in che modo l’acido organico, gli amminoacidi, gli ormoni e i profili metabolici dei pazienti sono correlati alla metilazione e alla genomica.

I micronutrienti, quindi, rappresentano una promessa significativa e priva di effetti collaterali per poter progredire nella riduzione non solo del rischio cardiovascolare ma anche di altre malattie degenerative.

Commento del dottor Ugo Miraglia – cardiologo

In conclusione direi che questa seria review non fa altro che confermare il fatto che l’integrazione è una scienza e che come tale va affrontata. Integrare tanto per integrare non ha molto senso, ma anzi andrebbero incentivati programmi e studi di supplementazione seri e targhettizzati, così come indicato dall’OMS.

In quest’ottica penso che il lavoro dell’Istituto di Ricerca Dr Rath e dell’Associazione A.R.S.I. rappresenti oggi un esempio virtuoso da prendere come modello.

I consumatori dovrebbero essere consapevoli che le malattie cardiovascolari sono multifattoriali e non possono essere prevenute da interventi isolati, men che meno solamente utilizzando integratori alimentari.

E’ poi doveroso rivolgersi al proprio medico curante in caso di malattia cardiovascolare e di valutazione del rischio.

Tuttavia, le comunità scientifiche e mediche non dovrebbero ignorare che una nuova scienza, anch’essa basata sull’evidenza, suggerisce l’uso di specifici integratori alimentari in combinazione con una dieta sana e l’esercizio fisico per migliorare la qualità della vita e ridurre il costo sanitario.

Invitiamo tutte le figure professionali coinvolte a livello medico-preventivo ad approfondire il ruolo biochimico dei micronutrienti partecipando ai nostri corsi.

La Harvard University, inserendo il multivitaminico nella piramide alimentare, ne fa una politica di “assicurazione sulla nutrizione”Nutrition Insurance Policy: A Daily Multivitamin.

L’OMS in un rapporto del 2013 raccomanda ai paesi membri di affiancare la medicina complementare a quella tradizionaleWHO.

In un mondo ideale, tutti avrebbero i nutrienti di cui hanno bisogno mangiando una dieta equilibrata, ma sfortunatamente non può essere così dato che ogni persona ha un proprio profilo metabolico e genomico.

Capire il ruolo dei micronutrienti in tale contesto è determinante per comprendere la prevenzione, la genesi, il peggioramento della malattia.

Anche se non esiste una pillola magica così come non esiste un singolo alimento che soddisfi tutte le necessità quotidiane, integrare la dieta con i giusti integratori alimentari, adatti alle proprie personali esigenze, può portare benefici alla qualità di vita.

C’è un’esigenza reale e multi-sfaccettata di integratori alimentari e non è corretto pensare di poter ottenere dal cibo tutti i nutrienti di cui il nostro personale metabolismo necessita.

Come indicato nelle linee guida dietetiche 2015 ad esempio, le vitamine D e C, insieme a molte altre sostanze nutritive presenti in un multivitaminico, sono identificate come nutrienti a cascataDietary Guide Lines 2015.

Ignorare il loro beneficio significa fare un grande disservizio per tutte le persone che per varie ragioni non ricevono quantitativi sufficienti di questi nutrienti critici attraverso la dieta.

    1 Response to "In difesa delle vitamine per la salute cardiovascolare dopo lo studio negativo del Collegio Americano dei Cardiologi"

    • SALVATORE TOMASONE

      ottimo

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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