L’attenzione al colesterolo alto come principale causa di infarti e ictus è tristemente fuorviante.

Negli esami del sangue, gli indicatori che clinicamente dimostrano la malattia cardiovascolare includono:
omocisteina, trigliceridi, insulina, cortisolo, proteina C-reattiva, fibrinogeno, Lipoproteina a Lp(a).

Studi medici dimostrano che abbassare il colesterolo non riduce effettivamente il rischio di un attacco di cuore fatale o di un ictus.

 

Secondo William Castelli, MD, ex direttore del Framingham Heart Study, le persone con colesterolo basso (inferiore a 200) subiscono quasi il 40 per cento di tutti gli attacchi cardiaci.

Inoltre, le persone con colesterolo basso (meno di 180) hanno tre volte il numero di ictus rispetto alla popolazione generale.

Quali esami del sangue fare e quali sono i fattori di rischio reali per infarto e ictus?

I seguenti elementi sono alcuni tra i più importanti indicatori clinici. Per ogni punto è stato indicato il riferimento scientifico in fondo all’articolo.

    1. Aritmia cardiaca, inclusa la fibrillazione atriale.
      Fibrillazione atriale ed insufficienza cardiaca sono tra i disturbi cardiaci più comuni che colpiscono la nostra società. Spesso si verificano insieme, e la loro combinazione è associata ad un aumento di morbilità e mortalità rispetto al singolo disordine.
      La fibrillazione atriale e l’insufficienza cardiaca condividono meccanismi e strategie di trattamento. Tuttavia i farmaci antiaritmici attualmente disponibili, insieme con la loro scarsa efficacia, hanno effetti deleteri. Per contro, le terapie ablative hanno dimostrato di essere efficaci solo in pazienti ben selezionati con insufficienza cardiaca.
    2. Trigliceridi elevati
      In particolare un elevato rapporto di trigliceridi rispetto al colesterolo HDL. Gli studi coinvolgono i trigliceridi nella progressione dell’indurimento delle arterie.
    3. Alti livelli di Lipoproteina A Lp(a)
      Si tratta di un marcatore dell’infiammazione, che rappresenta un fattore di rischio 10 volte più elevato rispetto al colesterolo alto.
      Solitamente ereditario, nella medicina ufficiale non esiste alcun tipo di approccio efficace per ridurre le Lp(a) nel sangue.
    4. Depositi di calcio nelle arterie
      A causa della natura metallica e della densità, i depositi di calcio sono facilmente rilevati da immagini radiografiche.
      A causa della natura metallica e della densità, i depositi di calcio sono facilmente rilevati da immagini radiografiche.

      I trattamenti per l’osteoporosi (calcitriolo, estradiolo, bisfosfonati, integratori di calcio, ecc.) possono influenzare la calcificazione vascolare; viceversa, molti trattamenti per le malattie cardiovascolari come le statine, gli antiossidanti, la terapia ormonale sostitutiva, gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, gli oli di pesce, e i calcio-antagonisti possono influenzare nel bene e nel male la salute delle ossa.

    5. Fibrinogeno
      Proteina fabbricata dal fegato necessaria per la coagulazione. In presenza di infiammazione il fibrinogeno vale come marcatore dell’infiammazione.
    6. Ferritina
      Una delle forme in cui il corpo utilizza il ferro. Se troppo elevata aumenta il rischio di attacco cardiaco. La ferritina promuove la formazione di radicali liberi che alzano i livelli di LDL. Anche la ferritina è un marker di infiammazione. Se troppo bassa può indicare un carente apporto di vitamina C.
    7. Vitamina D
      Bassi livelli di Vitamina D sono associati a insufficienza cardiaca, pressione elevata e ictus.
    8. Omocisteina elevata
      Uno studio ha rilevato che gli uomini con livelli estremamente elevati di omocisteina hanno tre volte più probabilità di avere un attacco di cuore rispetto ad altri. E’ riconosciuto che l’omocisteina lesiona le arterie.
    9. Insulina elevata
      Nei pazienti con diabete, le malattie e le complicanze cardiovascolari sono la principale causa di riduzione dell’aspettativa di vita. Sia il prediabete che il diabete predispongono ad alterazioni cardiovascolari. Anche l’intolleranza al glucosio nei non diabetici è associata ad un aumento del rischio cardiovascolare. Il rischio di malattia cardiaca può aumentare già 15 anni prima della diagnosi di diabete.
    10. Livelli di cortisolo elevati
      Alti livelli di cortisolo sono associati a ipertensione, che aumenta il rischio cardiovascolare. I pazienti con malattie cardiache presentano livelli di cortisolo più elevati rispetto al normale.
    11. Estrogeni più elevati rispetto al progesterone
      Aumentano il rischio cardiovascolare l’uso della pillola, in età fertile ed in menopausa.
    12. Testosterone basso negli uomini
      Livelli più elevati di testosterone sembrano offrire agli uomini una protezione cinque volte maggiore contro la malattia coronarica.
    13. Il Testosterone elevato nelle donne aumenta il rischio cardiovascolare.
    14. Alti livelli di perossidi lipidici
      I Perossidi lipidici sono i prodotti del danno chimico svolto da radicali liberi nelle membrane cellulari. Livelli elevati sono associati a cancro, malattie cardiache, ictus e invecchiamento.
    15. Elevati livelli di proteina C-reattiva
      La Proteina C-reattiva è un marker associato con la produzione di citochine infiammatorie, una minaccia per la salute cardiovascolare.Negli uomini con valori di CRP più alti il numero di attacchi di cuore è tre volte maggiore rispetto a quello della popolazione con valori normali, mentre e il numero di ictus raddoppia.

    Altri fattori di rischio includono insufficienza della tiroide, carenza di magnesio e gli squilibri di acidi grassi.

    Gestire questi fattori di rischio non è difficile

    Non è necessario molto tempo per correggere gli squilibri che si manifestano in una valutazione cardiovascolare approfondita.

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    Riferimenti

    1. Circ.ahajournals.org
    2. Relation of triglyceride metabolism and coronary artery disease. Studies in the postprandial state. PubMed
    3. Lipoprotein(a) in Cardiovascular Diseases
    4. Vascular Calcification – Pathobiology of a Multifaceted Disease
      Linda L. Demer, MD, PhD; Yin Tintut, PhD Circulation
    5. Update on fibrinogen as a cardiovascular risk factor.
      Ann Epidemiol. 1992 Jul;2(4):457-66.
      PubMed
    6. Association between Serum Ferritin and Circulating Oxidized Low-density Lipoprotein Levels in Patients with Coronary Artery Disease.
      J Cardiovasc Thorac Res. 2012; 4(1): 1–4. PubMed
    7. Vitamin D Deficiency and Risk for Cardiovascular Disease.
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    8. Homocystine-induced arteriosclerosis. The role of endothelial cell injury and platelet response in its genesis.
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      Darrell Hulisz, RPh, PharmD; Melissa Lagzdins, RPh, PharmD
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      Clin Interv Aging. 2008 Mar; 3(1): 25–44. PubMed
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    15. C-Reactive Protein. A Simple Test to Help Predict Risk of Heart Attack and Stroke
      Paul M Ridker, MD, MPH. Circ.ahajournals.org

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