In media ogni giorno circa 1000 italiani si ammalano di tumore. Questa è la stima relativa al 2015 secondo i dati dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM)1.

Nel mondo è la seconda causa di morte e l’Agenzia per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che con l’aumento della speranza di vita, le diagnosi di cancro aumenteranno del 70% nei prossimi due decenni2.

Si spendono enormi quantità di denaro per la ricerca sul cancro, ma sembra che non ci sia ancora alcuna intuizione sulla cura.

La struttura della ricerca sul cancro è in gran parte “congelata” dagli approcci convenzionali, riluttante ad abbracciare concetti e idee innovativi.

Il Dr. Rath Research Institute ha aperto nuove strade per la comprensione e la lotta al cancro, concentrando la ricerca sull’arginare la diffusione del cancro (metastasi), dato che sono proprio le metastasi la causa di oltre il 90% dei decessi per cancro, non il tumore primario.

L’approccio si distingue per 2 importanti caratteristiche:

1. si concentra sull’importanza di un sano tessuto connettivo per contenere l’aggressività del tumore e per formare una barriera naturale che impedisce la diffusione delle cellule maligne (o metastasi);

2. si basa sull’utilizzo di composti naturali non tossici per ottimizzare e migliorare la funzione del tessuto connettivo.

I ricercatori hanno dimostrato che una combinazione sinergica di specifici micronutrienti (vitamina C, lisina, prolina, estratto di tè verde, e altri) è in grado di controllare efficacemente il processo di metastasi con un’inibizione contemporanea dei diversi meccanismi critici presenti in quasi tutti i tipi di cancro (approfondimento).

L’efficacia di questa combinazione di micronutrienti è stata confermata in più di 60 tipi di cellule tumorali.

Recentemente è stata aggiunta un ulteriore prova scientifica a supporto del fatto che il tessuto connettivo svolge un ruolo centrale nel cancro, come già aveva scoperto il Dr. Rath più di 20 anni fa3.

In quel concetto innovativo proposto dal Dr. Rath, si ipotizza che, in caso di carenza cronica di vitamina C, il nostro corpo produca un’unica grande molecola: la lipoproteina (a), per rafforzare il tessuto connettivo debole.

Pertanto la lipoproteina (a) o Lp (a), agisce come un surrogato temporaneo della vitamina C.

Tuttavia, la stessa Lp (a) che agisce come molecola di “riparazione” della parete vascolare, dando avvio alla formazione di placche aterosclerotiche, può contribuire a frenare la diffusione del cancro rafforzando il tessuto connettivo debole.

La conferma arriva da questo recente studio, condotto utilizzando un modello unico di topi (Gulo – / -; Lp (a) +) sviluppato presso l’Istituto di Ricerca, che imita il metabolismo umano nei suoi due aspetti critici: mancanza della sintesi interna di vitamina C e capacità di produrre Lp(a).

Lipoproteina-(a)-Molecola
La Lipoproteina (a) è stata confermata come fattore di rischio per malattia coronarica, aterosclerosi, trombosi e ictus. Una persona su cinque ha livelli elevati di Lp (a) dalla nascita in base a fattori genetici ereditari e la maggior parte non lo sa. Alti livelli di Lp (a) nel flusso sanguigno possono aumentare il rischio di coaguli di sangue, di infarto e ictus.

Questo modello specifico di topo imita un evento unico nel metabolismo umano che si è verificato circa 40 milioni di anni fa, quando gli esseri umani persero la capacità di produrre la propria vitamina C ed emerse nei nostri antenati il gene per la Lp(a).

In un precedente studio i ricercatori avevano utilizzato questo modello di topo per stabilire una prova definitiva che la Lp(a) agisce come molecola di riparazione temporanea delle pareti dei vasi sanguigni indeboliti da una carenza di vitamina C, avviando la formazione dell’ateroma nelle pareti vascolari4.

In questo recente studio5, lo stesso tipo di topo è stato utile per migliorare la comprensione dei meccanismi naturali connessi con la crescita e lo sviluppo del cancro.

In particolare, i ricercatori si sono chiesti se la Lp(a) svolge nel cancro un ruolo simile a quello che si è scoperto avvenire nella malattia aterosclerotica (cioè quello di surrogato della vitamina C).

Ebbene, l’esperimento conferma che la Lipoproteina (a) e la vitamina C compromettono lo sviluppo del cancro al seno (Spandidos Publications).
Nel prossimo articolo saranno chiariti ulteriori dettagli su questo studio, per meglio comprendere l’efficacia di un approccio innovativo che va a contrastare i vari meccanismi molecolari presenti nel cancro e nella formazione di metastasi.

Riferimenti

1. AIRTUM

2. WHO

3. Rath M, Pauling L. Plasmin-induced proteolysis and the role of apoprotein(a), lysine and synthetic lysine analogs
J Orthomol Med. 1992;7:17–23

4. Hypoascorbemia induces atherosclerosis and vascular deposition of lipoprotein(a) in transgenic mice
Cha J, Niedzwiecki A, Rath M.
Am J Cardiovasc Dis. 2015 Mar 20;5(1):53-62. PubMed

5. Lipoprotein(a) and vitamin C impair development of breast cancer tumors in Lp(a)+; Gulo−/− mice
John Cha, M. Waheed Roomi, Tatiana Kalinovsky, Aleksandra Niedzwiecki, and Matthias Rath
Int J Oncol. 2016 Sep; 49(3): 895–902. PubMed

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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