L’OMS prevede che le morti attribuibili al diabete raddoppieranno tra il 2005 e il 2030World Health Organization. Diabetes.. Come dovremmo interpretare questo dato se non come un fiasco della medicina ufficiale?

Le prove dello studio ACCORD dovevano validare, una volta per tutte, che i pazienti diabetici sotto trattamento per mantenere al di sotto del 6% l’emoglobina glicataIl ciclo di vita dei globuli rossi è di 120 giorni, periodo in cui possono legarsi ad essi le molecole di glucosio, formando l’HbA1c o emoglobina glicata (o anche glicosilata). Un aumento di emoglobina glicosilata, riflette la concentrazione ematica media di glucosio durante il ciclo vitale dei globuli rossi., sono in salute.

Invece c’è stato un aumento del 22% della mortalità per insufficienza cardiacaAction to Control Cardiovascular Risk in Diabetes Study Group, Gerstein HC, Miller ME, Byington RP, et al: Effects of intensive glucose lowering in type II diabetes. N Engl J Med, 2008; 358: 2545-2559. PubMed, un effetto inaspettato che ha costretto a fermare lo studio.

Da qui sorge una riflessione:

“È possibile che il valore dell’emoglobina glicata NON debba essere l’obiettivo primario nel valutare i trattamenti per il controllo del diabete?

Il diabete e le vitamine: una relazione trascurata?

Diabete e vitamine una relazione trascurata
In effetti, esistono due aspetti abbastanza trascurati nella tradizionale gestione del diabete: la ricerca delle carenze vitaminico/minerali nel sangue e l’integrazione nutrizionale.

Eppure se andiamo su PubMed e inseriamo, ad esempio, le parole chiave (in inglese) “tiamina deficit diabete” si ottengono decine di riferimenti che descrivono come molti sintomi del diabete sono causati da una carenza di tiamina.

Le carenze di vitamine del gruppo B e di altri nutrienti essenziali sono molto comuni nella patologia diabeticaBrighthope IE (2012) The Vitamin Cure for Diabetes: Prevent and Treat Diabetes Using Nutrition and Vitamin Supplementation. Basic Health Publications ISBN-13: 978-1591202905..

In uno studio del 1991 pubblicato sulla rivista internazionale per la Ricerca sulle Vitamine e i Nutrienti, un gruppo di ricercatori ha confrontato le concentrazioni plasmatiche di vitamine e sostanze nutritive tra 100 pazienti con il diabete tipo 2 e 112 non diabeticiVitamins and trace metals status in non insulin dependent diabetes mellitus.
Havivi E1, Bar On H, Reshef A, Stein P, Raz I. Int J Vitam Nutr Res. 1991;61(4):328-33.
PubMed
.

Lo studio ha riscontrato che i diabetici hanno spesso carenze nutrizionali e bassi livelli di vitamine B1, B2, vitamine A-E, oltre a carenze di minerali.

Le vitamine svolgono un ruolo fondamentale e di vitale importanza nei processi cellulari ed in particolare nel metabolismo e nella produzione di energia cellulare.

Rridotti livelli di alcune vitamine possono compromettere a tal punto l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule, da scardinare il naturale equilibrio glicemico del sangue.

Vitamine B

Le vitamine del gruppo B sono particolarmente importanti nel metabolismo del glucosio.

Di solito servono come cofattori nelle reazioni cellulari che utilizzano il glucosio. Pertanto, sono state ampiamente studiate per determinare i loro benefici sul controllo dei livelli di glucosio ematico.

Poiché le vitamine del gruppo B sono idrosolubili, sono facilmente escrete dal corpo con l’urina. Ciò è particolarmente importante nei diabetici che facilmente sviluppano deficienze di vitamine B.

Le vitamine B sono coinvolte nel metabolismo dell’omocisteina.

il diabete mellito e le sue complicanzeAbbiamo già visto come l’uso della Metformina induce una carenza di vitamina B12, con conseguente rialzo dei livelli di omocisteina.

L’iperomocisteinemia è positivamente correlata a malattia coronarica, cerebrovascolare e vascolare periferica.

Anche se non è stato stabilito se l’peromocisteinemia precede o segue le malattie vascolari, si tratta di un fattore di rischio per mortalità generale indipendente da altri fattori di rischio noti.

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E’ stato rilevato che per ogni 5 micromol / l di incremento di omocisteina, il rischio di mortalità aumenta del 17% per i non diabetici e del 60% per i soggetti diabeticiHoogeveen EK, Kostense PJ, Jakobs C, Dekker JM, Nijpels G, Heine RJ, Bouter LM, Stehouwer CDA: Hyperhomocysteinemia increases risk of death, especially in type 2 diabetes: 5 year follow-up of the Hoorn study. Circulation 101:1506–1511, 2000.

1. Vitamina B1

La vitamina B1 o tiamina agisce come coenzima nel metabolismo degli zuccheri chetonici, ed è importante per la ripartizione dell’acido piruvico, un prodotto rilasciato durante il metabolismo del glucosio.

Benché gli studi disponibili non sempre concordano sull’integrazione della vitamina B1 nei diabetici, i dati clinici dimostrano che i pazienti con il diabete di tipo 1 di solito sono carenti di questa vitamina.

Il diabete di tipo 2, invece, presenta livelli ematici di B1 sono normali, ma il suo trasporto risulta compromesso. benché solitamente i livelli ematici di vitamina B1 risultino normali.

La supplementazione di vitamina B1 ha dimostrato di prevenire e curare la neuropatia (danni ai nervi) causati dal diabete.

2. Vitamina B3

La niacina (vitamina B3) si presenta in due forme: acido nicotinico e nicotinamide. Le forme del coenzima attive (nicotinamide adenina dinucleotide [NAD] e NAD fosfato) sono essenziali per la funzione di centinaia di enzimi del metabolismo dei carboidrati, dei lipidi e delle proteineMooradian AD, Failla M, Hoogwerf B, Marynuik M, Wylie-Rosett J. Selected vitamins and minerals in diabetes. Diabetes Care 17:464-479, 1994 – American Diabetes Association

L’integrazione di nicotinamide è stata particolarmente utile nel trattamento del diabete di tipo 2 dato che ha dimostrato di proteggere le cellule beta del pancreas in pazienti diabetici di nuova diagnosi.

3. Vitamina B6

La vitamina B6 o piridossina è un coenzima importante nel metabolismo degli aminoacidi e dei carboidrati.

La carenza di vitamina B6 è comune sia tra i diabetici con patologia conclamata che tra coloro che hanno livelli di glucosio ematico in fase pre-diabetica o nel limite massimo. Inoltre, i dati clinici dimostrano che i diabetici sotto insulina hanno carenza di vitamina B6 rispetto a coloro che assumono farmaci orali.

Questo dimostra che i livelli di vitamina B6 si riducono al progredire del diabete.

Gli studi dimostrano inoltre che la carenza di vitamina B6 è fortemente associata ad intolleranza al glucosio e ad una ridotta secrezione di insulina e glucagone.

Dal momento che è la vitamina B6 è necessaria nel metabolismo del triptofano, i diabetici con bassi livelli di questa vitamina non possono metabolizzare correttamente triptofano.

Ciò porta all’accumulo di prodotti intermedi che possono inibire l’insulina.

Ci sono prove cliniche in cui si dimostra che la supplementazione di vitamina B6 può migliorare la tolleranza al glucosio, ma solo in coloro che hanno carenza di vitamina B6.

4. Vitamina B12

La vitamina B12 si trova in tutte le cellule ed è strutturalmente connessa alla maggior parte delle vitamine B.

La carenza di vitamina B12:

– può causare anemia perniciosa ed iperomocisteinemia,

– è associata a malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1.

Non ci sono studi in grado di confermare che la supplementazione di vitamina B12 migliori il controllo glicemico, ma alte dosi di vitamina B12 possono aiutare a prevenire / alleviare i danni ai nervi causati dal diabete.

5. Vitamina C

La vitamina C o acido ascorbico è una vitamina antiossidante, coinvolta nella sintesi del collagene e quindi di fondamentale importanza per il tessuto connettivo che costituisce la base di tutte le strutture del nostro corpo.

L’acido ascorbico e il glucosio utilizzano lo stesso meccanismo di trasporto. Pertanto, l’iperglicemia associata al diabete può ridurre la quantità di vitamina C disponibile per le cellule.

Nei diabetici sono riscontrabili bassi livelli di vitamina C nei globuli bianchi e nelle piastrine tanto da esporre a danno ossidativo le cellule beta del pancreas che secernono insulina.

il diabete tipo 2Sembra che la vitamina C venga rapidamente escreta nelle persone con diabete di tipo 2. Tale elevato turnover aumenta le esigenze alimentari quotidiane di vitamina C nei diabetici.

Lo studio EPICHarding AH, Wareham NJ, Bingham SA, et al. Plasma vitamin C level, fruit and vegetable consumption, and the risk of new-onset type 2 diabetes mellitus: the European prospective investigation of cancer–Norfolk prospective study. Arch Intern Med. 2008;168(14):1493-1499. PubMed evidenzia una forte associazione inversa tra livelli plasmatici di vitamina C e rischio di diabete mellito, in una coorte di 21.831 soggetti, uomini e donne. Inoltre, due grandi studi trasversali di popolazione hanno riportato un’associazione inversa tra concentrazione plasmatica di vitamina C e livello di emoglobina glicata Kositsawat J, Freeman VL. Vitamin C and A1c relationship in the National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) 2003-2006. J Am Coll Nutr. 2011;30(6):477-483. PubMedSargeant LA, Wareham NJ, Bingham S, et al. Vitamin C and hyperglycemia in the European Prospective Investigation into Cancer–Norfolk (EPIC-Norfolk) study: a population-based study. Diabetes Care. 2000;23(6):726-732. PubMed.

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la principale causa di morte nei soggetti con il diabete.

La prova che il diabete è una condizione di aumentato stress ossidativo ha portato ad ipotizzare che una maggiore assunzione di nutrienti antiossidanti potrebbero contribuire a ridurre il rischio di CVD nei soggetti diabetici.

Uno studio prospettico di 16 anni con 85.000 donne, 2% delle quali erano diabetiche, ha scoperto che l’integrazione di vitamina C (400 mg / die o più) è stata associata ad una significativa riduzione del rischio di malattia coronarica fatale e non fatale di tutta la coorte così come in coloro con diabeteOsganian SK, Stampfer MJ, Rimm E, et al. Vitamin C and risk of coronary heart disease in women. J Am Coll Cardiol. 2003;42(2):246-252. PubMed .

6. Vitamina E

La vitamina E si riferisce ad una famiglia di composti collegati, ma nel plasma umano è presente ed attivo il solo alfa-tocoferolo.

È una vitamina antiossidante, in quanto previene il rilascio di radicali liberi e l’ossidazione degli acidi grassi insaturi.
Gli studi sui possibili legami tra questa vitamina e il diabete indicano che i pazienti diabetici hanno una maggiore necessità di antiossidanti naturali tra cui vitamine E e vitamina C.

Questi studi dimostrano, inoltre, che uno dei modi con cui il corpo reagisce all’aumento dello stress ossidativo causato dal diabete e immagazzinare Vitamina E.

I livelli plasmatici e tissutali di vitamina E e di alfa tocoferolo sono più elevati nei diabetici che nei non-diabetici.

Tuttavia, i livelli di vitamina E nelle piastrine sono generalmente più bassi. Data l’importanza delle piastrine nel sistema immunitario, la supplementazione di vitamina E può essere richiesta per aumentare la concentrazione di vitamina E nel sangue.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina E può:

– migliorare le misure specifiche di controllo glicemico dato che può abbassare il livello di emoglobina glicosilata.

– aumentare la sensibilità all’insulina nei diabetici di tipo 2.

In breve: la vitamina E per i diabetici
Inibisce l’adesione e l’aggregazione delle piastrine e, quindi, riduce il rischio di complicanze cardiovascolari.
Previene / tratta altre complicazioni, come problemi renali e danni al sistema nervoso.
Riduce la resistenza all’insulina e migliora il controllo glicemico

Altri micronutrienti importanti nella gestione del diabete

ACIDO ALFA-LIPOICO

Si tratta di un antiossidante versatile e potente che può essere utile nella neuropatia diabetica. Alcuni studi collegano l’Acido alfa-lipoico alla riduzione della resistenza all’insulina.

ACIDO GAMMA-LIPOICO

Un antiossidante naturale presente nell’olio di enotera, nell’olio di borragine e nell’olio di semi di ribes nero. L’Acido gamma-lipoico può migliorare la funzione dei nervi danneggiati da neuropatia diabetica.

BIOTINA

La Biotina lavora in sinergia con l’insulina, ed aumenta in modo indipendentemente la glucochinasi dell’enzima, ovvero la prima fase di utilizzo del glucosio. La glucochinasi si verifica solo nel fegato e nei malati di diabete la sua concentrazione può essere estremamente bassa. I supplementi di biotina possono avere un effetto significativo sui livelli di glucosio sia di tipo 1 che di tipo 2 diabetici.

CARNITINA (L-carnitina, acetil L-carnitina)

La Carnitina è necessaria per il corretto utilizzo del grasso corporeo nella produzione di energia. I diabetici in genere rispondono bene alla carnitina che li aiuta a ridurre velocemente alti livelli di grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi). La Carnitina aiuta ad abbattere gli acidi grassi nel corpo e si lega ai residui acilici. Per questo può essere utile per prevenire la chetoacidosi diabetica.

MAGNESIO e ZINCO

Il Magnesio è un minerale essenziale nella regolazione della glicemia, partecipa alla secrezione di insulina, apre le membrane cellulari per ricevere il glucosio. Nelle persone con diabete tipo 2 sono stati rilevati spesso livelli ematici ridotti di magnesio. Una carenza può causare resistenza all’insulina e richiedere una maggiore quantità di insulina per mantenere la glicemia entro livelli normali. L’integrazione può contribuire a migliorare l’efficacia dell’insulina.

Sia il magnesio che lo zinco vengono escreti nelle urine quando i livelli ematici di zucchero sono elevati. Di conseguenza, le persone con diabete possono avere livelli più bassi di magnesio e di zinco rispetto alle persone sane. Lo zinco sostiene la produzione e la secrezione di insulina.

CROMO

Il cromo è un nutriente fondamentale per il nostro corpo soprattutto se in stato diabetico. Utilizzando una specifica integrazione o anche il lievito di birra, i pazienti diabetici possono migliorare la tolleranza al glucosio, abbassare i loro livelli di glucosio a digiuno, diminuire l’insulina, il colesterolo e i trigliceridi, aumentare il colesterolo HDL. Diversi studi in doppio cieco hanno dimostrato che il cromo supplementare può aumentare la tolleranza al glucosio nei pazienti con diabete sia di tipo 1 che di tipo 2. L’esercizio fisico aumenta la concentrazione tissutale di cromo. Il cromo può avere un ruolo nelle donne pre-diabetiche e in gestazione.

INOSITOLO

L’Inositolo partecipa in molti processi cellulari, contribuisce alla salute delle membrane cellulari e del metabolismo del colesterolo. Inoltre, l’inositolo può avere un ruolo nell’invertire gli effetti della neuropatia diabetica (danno nervoso) che insorgono con il diabete.

Fonti

Holick, M.F. & Chen, T.C. (2008). Vitamin D deficiency: A worldwide problem with health consequences. American Journal of Clinical Nutrition. 87(Suppl.), 1080S-1086S.

Diabetes.co.uk

7. Vitamina D

La vitamina D è l’unica vitamina naturalmente sintetizzata dal nostro corpo. La sua forma bioattiva è nota come calcitriolo.

Approfondimenti sulla realzione Vitamina D e sviluppo diabete tipo 2

– Forouhi NG, Luan J, Cooper A, Boucher BJ, Wareham N: Baseline serum 25-hydroxy vitamin D is predictive of future glycemic status and insulin resistance: the Medical Research Council Ely prospective study 1990-2000. Diabetes 57:2619-2625, 2008. PubMed

– Holick MF: High prevalence of vitamin D inadequacy and implications for health. Mayo Clin Proc 81:353-373, 2006. PubMed

– E. D. Gorham, C. F. Garland, A. A. Burgi, S. B. Mohr, K. Zeng, H. Hofflich, J. J. Kim, C. Ricordi. Lower prediagnostic serum 25-hydroxyvitamin D concentration is associated with higher risk of insulin-requiring diabetes: a nested case-control study. Diabetologia, 2012; 55 (12): 3224 DOI: 10.1007/s00125-012-2709-8 PubMed

– Boucher BJ: Inadequate vitamin D status: does it contribute to the disorders comprising syndrome ‘X’? Br J Nutr 79:315-327, 1998. PubMed

– Christakos S, Friedlander EJ, Frandsen BR, Norman AW: Studies on the mode of action of calciferol. XIII. Development of a radioimmunoassay for vitamin D-dependent chick intestinal calcium-binding protein and tissue distribution. Endocrinology 104:1495-1503, 1979. PubMed

– Norman AW, Frankel JB, Heldt AM, Grodsky GM: Vitamin D deficiency inhibits pancreatic secretion of insulin. Science 209:823-825, 1980. PubMed

Il suo ruolo principale si svolge nel mantenimento della densità ossea regolando il metabolismo del calcio e del fosfato. Pertanto, i diabetici con un basso livello di vitamina D hanno un ridotto contenuto minerale osseo.

La carenza di vitamina D è comune nel diabete di tipo 1 ma può colpire anche le persone con diabete di tipo 2. Questa carenza nei diabetici è associata a ridotti livelli sierici di calcitriolo, magnesio, calcio e dell’ormone paratiroideo.

In uno studio epidemiologico, i ricercatori hanno dosato i livelli di vitamina D memorizzati nel ciclo ematico di oltre 2.000 partecipanti che hanno sviluppato il diabete di tipo 1. Confrontando queste misure con i livelli di vitamina D di volontari non diabetici, i ricercatori hanno scoperto che bassi livelli di vitamina D possono aumentare il rischio di diabete di tipo 1.

Altri studi hanno anche stabilito che bassi livelli di vitamina D possono aumentare la resistenza all’insulina e causare uno scarso controllo di glucosio ematico nelle persone con il diabete di tipo 2.

La combinazione, bassi livelli di vitamina D – diabete, può causare la malattia metabolica dell’osso. Pertanto, la vitamina D nei diabetici dovrebbe essere dosata con regolarità.

Abbiamo già visto che oltre alla vitamina D sono necessari specifici integratori per le ossa in grado di migliorare e prevenire le anomalie del metabolismo osseo a partire soprattutto dal tessuto connettivo.

Benefici della combinazione vitamine + minerali nei diabetici

In uno studio del 2005 pubblicato sulla rivista Diabetes Care, un gruppo di ricercatori ha confrontato i vantaggi offerti dalla combinazione di vitamine e minerali nel ridurre i danni ai reni nei pazienti con il diabete di tipo 2.  Sono stati reclutati sessantanove pazienti con il diabete di tipo 2, e sono stati divisi in 4 gruppi.

Il primo gruppo ha ricevuto una combinazione di zinco e magnesio; al secondo gruppo sono stati date vitamine C ed E; il terzo gruppo ha invece integrato con una combinazione di 2 minerali e 2 vitamine, mentre l’ultimo gruppo ha preso un placebo.

I risultati dello studio hanno mostrato che solo la combinazione di tutti e 4 i micronutrienti (vitamine e minerali inseme) ha significativamente migliorato la funzionalità renaleFarvid MS1, Jalali M, Siassi F, Hosseini M. Comparison of the effects of vitamins and/or mineral supplementation on glomerular and tubular dysfunction in type 2 diabetes.
Diabetes Care. 2005 Oct;28(10):2458-64. PubMed
.

Presso il dr Rath Research Institute è stato sviluppato uno specifico programma vitaminico per il diabete.

Per testare questo programma è stato condotto uno studio pilota con 10 pazienti affetti da diabete tipo 2. Dopo soli sei mesi di integrazione i livelli glicemici si erano ridotti di circa il 23%, mentre il valore dell’emoglobina glicata è diminuito del 9,3%Dr Rath Research Institute.

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