I pazienti diabetici aumentano ogni anno a causa di una cattiva alimentazione, dove l’eccesso di zuccheri è solo uno degli aspetti.

Sappiamo che gli zuccheri sono indispensabili, perché l’organismo da essi ricava il glucosio necessario a produrre calore ed energia di pronto utilizzo.

Senza contare che alcuni tessuti del corpo sono persino glucosio-dipendentiGruppo di tessuti che necessitano di glucosio per la loro attività metabolica..

Al contrario della maggior parte dei tessuti corporei, non possono utilizzare lipidi a scopo energetico e non sono sensibili all’insulinaWestman et al. A review of low-carbohydrate ketogenic diets. Curr Atheroscler Rep 2003;5:476–83.

In particolare le cellule glucosio-dipendenti non sono dotate di mitocondri, oppure ne esprimono una bassa presenza.

I tessuti senza mitocondri sono: eritrociti, cornea, cristallino e retina; i tessuti con pochi mitocondri sono i testicoli, i leucociti e la midollare del reneWestman et al. A review of low-carbohydrate ketogenic diets. Curr Atheroscler Rep 2003;5:476–83 Springer
World Health Organization. Diabetes.
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La domanda a questo punto sorge spontanea: se le nostre cellule hanno bisogno di zuccheri, quindi di glucosio, per funzionare, perché questi iniziano a creare problemi?

I motivi possono essere racchiusi in due gruppi fondamentali, nella maggior parte dei casi:

1. carenze di micronutrienti, ovvero vitamine e minerali essenziali, in grado non solo di prevenire ma anche di essere di aiuto nel diabete, come abbiamo già visto nel precedente articolo.

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I micronutrienti agiscono come la miccia che avvia la combustione, e in regime di carenza di questi, pur introducendo zuccheri, le cellule non riescono ad utilizzare correttamente il glucosio. Come conseguenza aumenta la quantità di insulina necessaria al controllo glicemico.

2. Un’alimentazione sbagliata, rallentando l’attività dell’insulina, consente agli zuccheri di rimanere troppo a lungo nel sangue invece di arrivare velocemente alle cellule.

E’ stato osservato che nei pazienti con diabete i recettori dell’insulina, grazie ai quali il glucosio entra all’interno delle cellule, si bloccano a causa della quantità di grasso intramiocellulare (lipidi intramiocellulari IMCL) che si deposita in alcune celluleLeslie A. Consitt,corresponding author Jill A. Bell, and Joseph A. Houmard
Intramuscular Lipid Metabolism, Insulin Action and Obesity – IUBMB Life. 2009 Jan; 61(1): 47–55.
PubMed
Gisela Wilcox – Insulin and Insulin Resistance
Clin Biochem Rev. 2005 May; 26(2): 19–39.
PubMed
Ralph A. DeFronzo, MD and Devjit Tripathy, MD
Skeletal Muscle Insulin Resistance Is the Primary Defect in Type 2 Diabetes
Diabetes Care. 2009 Nov; 32(Suppl 2): S157–S163.
PubMed
Johanna Kuhlmann et al.
Intramyocellular Lipid and Insulin Resistance
A Longitudinal In Vivo 1H-Spectroscopic Study in Zucker Diabetic Fatty – ADA
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I lipidi intramiocellulari sono maggiormente presenti negli onnivori, rispetto a coloro che osservano un regime alimentare di tipo veganoLevine M., Suarez J., Brandhorst S., Longo V. et al.
Low Protein Intake Is Associated with a Major Reduction in IGF-1, Cancer, and Overall Mortality in the 65 and Younger but Not Older Population. Cell Metabolism, Volume 19, Issue 3, 407-417, 4 March 2014.
PubMed
Promoting Cardiovascular Health in the Developing World: A Critical Challenge to Achieve Global Health. Institute of Medicine (US) National Academies Press (US); 2010.
PubMed
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Favorire il funzionamento dell’ormone insulina

E’ possibile ripulire l’organismo dall’eccessivo accumulo di grassi IMCL per favorire il funzionamento regolare dell’insulina?

E’ certamente possibile, ma per farlo, la ricerca suggerisce un’alimentazione non solo a ridotto apporto di zuccheri semplici, ma che prevede anche una drastica riduzione di grassi vegetali e la totale abolizione di grassi animali.

Per sopperire alla mancata produzione di insulina da molti anni è in uso l’insulina sintetica, ritenuta l’unica soluzione, soprattutto nei pazienti affetti da diabete di tipo 2, nel caso gli altri approcci terapeutici risultino inefficaci nel mantenere un buon controllo glicometabolico, ma la cosa che comunque colpisce è che il divieto principale consigliato è limitato in particolar modo agli zuccheri e non alla riduzione di grassi animali che invece sembra essere la causa primaria di questo processo.

Non è escluso, fra qualche anno, la conferma in via definitiva del fatto che sia possibile evitare nuovi casi di diabete, purtroppo in costante aumento, proprio ripulendo i canali cellulari dai lipidi IMCL, in modo da evitare il cattivo funzionamento dell’insulina e di conseguenza l’iperglicemia.

Sempre più casi di diabete rispetto ai tempi antichi

L’aumento dei casi di diabete rispetto al passato è dovuto soprattutto al cambiamento dell’alimentazione, alla lavorazione del cibo.

Infatti, se un tempo si consumava pane nero, cereali integrali e legumi ormai quasi dimenticati, oggi si prediligono farine e cereali raffinatiNeeta Kumar, Neeru Gupta1, Pratik Kumar, Jugal Kishore
White rice consumption and risk of type 2 diabetes: meta-analysis and systematic review BMJ
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Parimenti sono aumentati nell’alimentazione gli apporti di prodotti animali, ricchissimi in grasso, e di cibi industriali.

Anche la dieta mediterranea, ritenuta la più salutare, considera normale un apporto di grassi al 25-30%, mentre un tempo il limite ritenuto regolare era circa il 10% sul totale calorico.

A ribaltare la convinzione che i cibi animali non scatenano una forte produzione d’insulina ci hanno pensato alcuni ricercatori riscontrando in alcuni esperimenti come alcuni cibi animali richiedono al corpo la produzione di tanta insulina quanta ne richiedono cibi più zuccherini come la pasta bianca o le meleHolt SH, Miller JC, Petocz P.
An insulin index of foods: the insulin demand generated by 1000-kJ portions of common foods. Am J Clin Nutr. 1997 Nov;66(5):1264-76.
PubMed
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Per liberarsi dai lipidi IMCL in eccesso, il consiglio del medico Neal Barnard è quello di affrontare il diabete seguendo una dieta completamente priva di cibi animali, povera di grassi sul totale calorico e che limiti comunque il carico degli zuccheri raffinatiPhysicians Committee.

Una nuova concezione inoltre rivaluta l’apporto di frutta nell’alimentazione rispetto al passato. Abbiamo già visto come alcuni tipi di frutti aiutano a controllare i picchi glicemici.

La frutta e le verdure nel diabete

Per quanto riguarda il consumo di frutta per i diabetici, è doveroso ricordare che non è tanto il numero delle unità di zucchero a fare la differenza, ma la presenza o meno di vitamine e di fibre negli alimenti zuccherini: le vitamine aiutano la cellula ad utilizzare il glucosio e le fibre aiutano a rallentare il rilascio degli zuccheri nel sangue.

A differenza dello zucchero bianco, la frutta fresca è un cibo integro, ricco di fibre, e fa aumentare la glicemia molto meno rispetto ad altri cibi raffinati.

Assumere frutta fresca a stomaco vuoto e all’interno di una dieta povera di grassi sul totale calorico apporta benefici ai pazienti diabetici, e gli studi suggeriscono addirittura di consumarla abbinata alle verdure per trarne risultati positiviCarter Patrice et al., Fruit and vegetable intake and incidence of type 2 diabetes mellitus: systematic review and meta-analysis, BMJ 2010;341: c4229. BMJ
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Nel 2013, uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha confermato i notevoli benefici del consumo di verdure a foglia verde nel ridurre il rischio di diventare diabeticiMuraki Isao, Imamura Fumiaki et al., Fruit consumption and risk of type 2 diabetes: results from three prospective longitudinal cohort studies. BMJ 2013;347:f5001 BMJ.

Latte di mucca colpevole del diabete di tipo 1 nei bambini

Alcune ricerche hanno mostrato che c’è una stretta correlazione tra il consumo fin dai primi mesi di una certa proteina del latte e lo sviluppo del diabete di tipo 1 nei bambini più sensibili o geneticamente predispostiElliott R.B., Harris D.P., Hill J.P., Bibby N.J., Wasmuth H.E., Type I (insulin-dependent) diabetes mellitus and cow milk: casein variant consumption, Diabetologia. 1999 Mar;42(3):292-6.
PubMed
Scientific research on beta caseinsLaugesen M., Elliott R., Ischaemic heart disease, Type 1 diabetes, and cow milk A1 beta-casein. N Z Med J. 2003 Jan 24;116(1168):U295.
PubMed
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Si tratta della beta-caseina A 1, una proteina presente in particolar modo nel latte di muccaMonetini L., Cavallo M.G., Manfrini S., Stefanini L., Picarelli A., Di Tola M., Petrone A., Bianchi M. et al., Antibodies to bovine beta-casein in diabetes and other autoimmune diseases, Horm Metab Res. 2002 Aug;34(8):455-9.
PubMed
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Da uno studio geografico è stato accertato che ad essere maggiormente colpiti dal diabete di tipo 1 sono i bambini dell’Europa del NordFederazione Internazionale Diabete. Una ricerca dettagliata ha consentito di verificare che l’esposizione precoce al latte di mucca può aumentare il rischio di diabete di tipo 1 anche di una volta e mezza.

Deduciamo dunque che converrebbe sostituire questo alimento con valide alternative nella dieta dei nostri bambini per evitare l’aumento del diabete di tipo 1.

Vantaggi della dieta vegana nella cura dei diabetici

Da uno studio condotto dall’Adventist Health Study su 25.000 donne è emerso che seguire una dieta vegana e povera di grassi migliora maggiormente i valori di glicemiaBarnard N.D., Cohen J., Jenkins D.J., Turner-McGrievy G., Gloede L., Green A., Ferdowsian H., A low-fat vegan diet and a conventional diabetes diet in the treatment of type 2 diabetes: a randomized, controlled, 74-wk clinical trial. Am J Clin Nutr. 2009 May;89(5):1588S-1596S. PubMed rispetto alla dieta consigliata dalle linee guida dell’Associazione Americana per il Diabete (ADA).

L’effetto di questa dieta è stato clamoroso, tanto che numerosi partecipanti, inizialmente diabetici, hanno smesso addirittura di assumere le medicine per il diabete durante lo studio durato molti mesi, ma il risultato si è mantenuto anche dopo un anno e mezzo.

Di fronte a questa chiara dimostrazione, l’American Diabetes Association (ADA) ha dovuto ammettere a malincuore che le diete vegetariane e vegane sono una valida alternativa salutare per coloro che sono diabetici, in particolare se apportano più di 50 grammi di fibre al giornoAmerican Diabetes Associations
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Riconoscimento dei vantaggi della dieta vegana anche in Italia

Le cose stanno cambiando anche in Italia e la nuova linea guida 2011/2012 suggerita dalla ASL di Milano a più di 1000 medici, nel percorso di prevenzione e terapia per i pazienti diabetici, afferma che le diete vegane hanno un’efficacia comprovata e ribadisce come carne rossa e insaccati siano altamente nociviASL Milano – Dieta vegana pdf.

A questo punto una domanda è d’obbligo: perché non tutti i medici raccomandano, quanto meno nella fase acuta e come prevenzione per quei soggetti a rischio, di eliminare gli olii cotti e i latticini e di far prevalere i cibi vegetali freschi nella dieta?

Per concludere, tenendo conto dei risultati evidenziati nelle ricerche citate, la dieta deve anche adattarsi alle caratteristiche del singolo individuo.

Eliminare totalmente i grassi vegetali soprattutto quelli crudi di buona qualità può impedire il corretto assorbimento della vitamina E.

Tra l’altro un diabetico può talvolta avere necessità di integrare vitamina E con notevoli beneficiGood News About Vitamin E: May Help Some Diabetics
Sciencedaily
. Eliminare invece i grassi cotti può aiutare a ridurre l’infiammazione dei tessuti connettivi e favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Un’errata informazione non cura il diabete, ma l’epidemia forse si potrebbe arrestare diffondendo due principi importanti: curare l’alimentazione, migliorare l’apporto di micronutrienti essenziali per il corretto funzionamento del metabolismo energetico delle cellule.

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Hans Halle

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