L’effetto principale dell’ Aspirina è fluidificante, poichè inibisce l’attività delle piastrine, gli elementi di coagulazione del sangue. Di conseguenza è meno probabile che si formi un coagulo, diretto al cuore o al cervello.

Per contro però, aumenta il rischio di emorragia in modo consistente, lasciando ancora aperta la discussione sul rapporto rischo/beneficio a causa dei pareri discordanti persino tra i massimi esperti.

Nella pratica, il fatto che milioni di persone assumono questo farmaco per prevenire infarti e ictus, rivela come la terapia con aspirina a basso dosaggio aumenti notevolmente (quasi raddoppia) la probabilità di emorragie cerebrali e sanguinamento gastrointestinale (principalmente a livello di stomaco).

Dunque non resterebbe altro che “fare la conta delle vittime”, se non fosse che l’analisi dei dati si è rivelata territorio di battaglia, tra sovrastime e sottostime.

Aspirina nella Prevenzione Primaria: organismi favorevoli

La “U.S.Preventive Services Task Force”[1] incoraggia l’uso di aspirina per gli uomini tra i 45-79 anni e le donne tra i 55-79 anni, quando però il potenziale beneficio della riduzione di infarti miocardici e ictus, supera il potenziale danno per emorragie gastro-intestinali ed emorragie cerebrali.

L’American Diabetes Association e l’American Heart Association raccomandano la terapia con aspirina alle persone con diabete, più vecchie di 40 anni o che presentano fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, in assenza di particolari condizioni in cui è controindicata.[2]

Pareri contrari all’uso dell’ aspirina nella prevenzione primaria

Il Medical Letter on Drugs and Therapeutics dice che le persone sane, o quanto meno coloro che non presentano fattori di rischio vascolari, la profilassi con aspirina potrebbe fare più male che bene.[3]

Nel 2008, in una revisione scientifica, la Cochrane sconsiglia l’aspirina per la prevenzione primaria nei pazienti con alta pressione perché l’analisi dei dati ha evidenziato maggiori rischi rispetto ai possibili benefici.[4]

Il Bollettino dei farmaci del British Medical Journal dice: “In particolare, ci sono stati dubbi sul fatto che i benefici dell’aspirina superino i rischi in soggetti senza precedenti eventi cardiovascolari. La terapia a basse dosi di aspirina, nel lungo termine quasi raddoppia il rischio di emorragia gastrointestinale.[5]

Perchè evitare l’ aspirina nella prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari

Il 21 aprile 2010, il British Medical Journal ha pubblicato un articolo intitolato: ” Non usare l’aspirina per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari”.

Gli autori hanno spiegato:

“…le evidenze non supportano l’ipotesi che i benefici siano chiaramente superiori ai danni. Dunque nel trattamento di routine dei pazienti, per la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, l’uso dell’ aspirina dovrebbe essere abbandonato … questa conclusione vale indipendentemente dal genere, dalla pressione sanguigna, o dal rischio di malattie cardiovascolari, o se hanno una storia di diabete.”[6]

In una recente revisione approfondita della letteratura scientifica, riguardo alle persone con diabete, note per avere un rischio maggiore di infarti e ictus, si legge: “Un chiaro beneficio dell’aspirina nella prevenzione primaria di eventi cardiovascolari nelle persone con diabete resta ancora da dimostrare.”[7]

L’aspirina può abbassare i livelli di vitamina C

Ad esempio, prendendo due compresse di aspirina ogni sei ore per una settimana si abbassano i livelli di vitamina C,  globuli bianchi del 50%, soprattutto aumentando l’escrezione urinaria di vitamina C.

Ricerche condotte sull’uomo e sui porcellini d’india consentono di avanzare l’ipotesi che l’aspirina impedisca l’assorbimento gastrointestinale di vitamina C.[8].

La vitamina C è essenziale per la formazione e il rinnovo dei tessuti connettivi del corpo (rinnovo che avviene grazie a vitamina C, lisina e prolina). Il sistema cardiovascolare, per mantere elastiche le proprie strutture, soprattutto in prossimità del cuore, necessita di un ricambio ottimale delle cellule di connettivo.

Una carenza subclinica di vitamina C predispone alle malattie cardiovascolari. (Ricerca Istituto Dr Rath).

Riferimenti

1.
US Preventive Services Task Force.
Aspirin for the prevention of cardiovascular disease: U.S. Preventive Services Task Force recommendation statement. Ann Intern Med. 2009 Mar 17;150(6):396-404.

2.
Buse JB, Ginsberg HN, Bakris GL, Clark NG, Costa F, Eckel R, et al; Americ an Heart Association; American Diabetes Association.
Primary prevention of cardiovascular diseases in people with diabetes mellitus: a scientific statement from the American Heart Association and the American Diabetes Association. Circulation. 2007;115:114-26.

3.
Aspirin for primary prevention of cardiovascular disease (revisited). Med Lett Drugs Ther. 2006 Jul 3;48(1238):53.

4.
Lip GYH, Felmeden DC. Antiplatelet agents and anticoagulants for hypertension. Cochrane Database Syst Rev 2008;(4):CD003186.

5.
British Medical Journal
DTB 2009;47:122-125 doi:10.1136/dtb.2009.10.0045

6.
British Medical Journal
Barnett H, Burrill P, Iheanacho Don’t use aspirin for primary prevention of cardiovascular disease. BMJ. 2010 Apr 21;340:c1805. doi: 10.1136/bmj.c1805.

7.
De Berardis G, Sacco M, Strippoli GF, Pellegrini F, Graziano G, Tognoni G, Nicolucci A.
Aspirin for primary prevention of cardiovascular events in people with diabetes: meta-analysis of randomised controlled trials. BMJ. 2009 Nov 6;339:b4531. doi: 10.1136/bmj.b4531.

8.
Basu TK. Vitamin C-aspirin interactions.
Int J Vitam Nutr Res Suppl. 1982;23:83-90. PMID: 6811490

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"Ci avete regalato la vita per la 2° volta con le vostre ricerche d'avanguardia"

Hans Halle

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