Malattia di Lyme

Descritta per la prima volta nel 1975 a Old Lyme, nel Connecticut, la malattia di Lyme, chiamata anche borreliosi o borreliosi di Lyme, è un’infezione batterica trasmessa dalle zecche.

Ricercatori

Dott. ssa Anna Goc | Dott. ssa Aleksandra Niedzwiecki  Dottor Matthias Rath

La dott.ssa Goc è una ricercatrice senior all’Istituto di Ricerca Dr. Rath.

Dirige il Laboratorio di Microbiologia e si concentra sullo sviluppo di approcci efficaci e sicuri nel controllo delle infezioni.

Possiede una vasta conoscenza nel campo della microbiologia, dell’immunologia, del cancro e della biologia vascolare.

Il suo lavoro di ricerca è stato pubblicato su numerose riviste scientifiche ed è stato onorato da premi nazionali e internazionali.


Argomenti

La malattia di Lyme è una malattia infettiva

Malattia di Lyme

La malattia di Lyme è una delle malattie infettive meno riconosciute o mal diagnosticate in Europa e negli Stati Uniti.
Questo tipo di infezione si manifesta con diversi sintomi che non possono essere classificati facilmente.

E’ diffusa in quasi tutti i paesi europei, in particolare Germania, Austria, Svizzera, altri paesi dell’Europa Centrale e in Scandinavia, ed è stata segnalata su tutti i cinque continenti.
In Europa, attualmente vengono segnalati ufficialmente ogni anno 65.000-80.000 casi di borreliosi. Il numero effettivo però è molto più alto, forse persino molte volte superiore.

La causa della malattia di Lyme

L’agente patogeno della malattia di Lyme è un batterio del genere borrelia, che appartiene alla famiglia delle spirochete. Le spirochete hanno forma di fuso, sono batteri molto attivi e in movimento.

Esistono diverse decine di sottospecie di borrelia. Circa una dozzina di loro può innescare la malattia di Lyme negli esseri umani.

La borreliosi si manifesta come una malattia infiammatoria che può interessare molti organi. Nella sua prima (localizzata) fase colpisce soprattutto la pelle.

Nelle fasi successive l’infiammazione si estende alle articolazioni, al sistema nervoso e anche al cuore, ai muscoli e altri organi.

Dal momento che le terapie convenzionali con gli antibiotici solitamente non distruggono tutti gli agenti patogeni e nelle ultime fasi della malattia, hanno solo un effetto limitato, la borreliosi si può sviluppare o divampare, anche se il paziente inizialmente non mostra sintomi.

Diversi disturbi medici, riconosciuti nel corso degli anni come casi clinici separati, sono attualmente accettati come indicatori della malattia di Lyme.

Tra questi, l’eruzione cutanea di colore rosso (eritema migrante), la dermatite cronica, soprattutto sulle estremità (acrodermatite cronica atrofica), l’infiammazione dei vasi linfatici superficiali (linfoadenosi benigna cutis), i dolori articolari cronici, così come le malattie del cuore, del sistema nervoso e di altri organi.

Come si può contrarre la malattia di Lyme

Il principale vettore di borrelia è la zecca, nei cui intestini si moltiplicano gli agenti patogeni.

Tuttavia, non tutte le zecche sono infette da borrelia.
Le zecche appartengono alla famiglia dei ragni e si nutrono di sangue di esseri umani e animali.

L’infezione umana da borrelia può avvenire direttamente o tramite ospiti intermedi. Questi sono animali diventati a loro volta un serbatoio per batteri, risultato di un precedente morso di zecca.

Gli ospiti intermedi più frequenti sono i cani, i cavalli e altri animali domestici, così come numerosi animali selvatici come cervi, procioni, donnole, volpi e scoiattoli.
In natura, le zecche si sviluppano in seguito a diverse fasi di trasformazione sequenziali.

A partire da uova, si trasformano in larve, ninfe e infine assumono la loro forma adulta. L’infezione si può diffondere durante tutte le fasi. Tuttavia, di maggior preoccupazione sono le forme ninfa, dal momento che sono abbondanti durante la primavera e l’estate. Le ninfe sono piccole (1-2 mm).

Poiché il loro morso è indolore, è difficile individuare le zecche. Possono attaccare qualsiasi parte del corpo umano o dell’animale ma spesso sono trovate sul cuoio capelluto, nelle ascelle e inguine.
Spesso, l’infezione negli esseri umani avviene camminando nei boschi, sull’erba alta o tramite il trasferimento della borrelia da un ospite intermedio, come ad esempio il cane domestico.

Come progredisce la malattia di Lyme

La malattia di Lyme consiste di quattro fasi riconosciute:

1. Fase I – Fase iniziale di incubazione
(appare 3-30 giorni dopo il morso della zecca)

• Lesione cutanea sull’area dell’iniezione, seguita da arrossamento della zona di pelle circostante. In molti casi questo arrossamento comincia a migrare sulla superficie del corpo (eritema migrante). Alcune persone infette soffrono di questa eruzione cutanea in molte parti del corpo.

• Sintomi simili all’influenza: affaticamento, brividi, febbre, mal di testa, dolori muscolari e articolari, gonfiore dei linfonodi, nausea. E’ importante notare che questi sintomi possono scomparire senza trattamento.

2. Fase II – stadio di diffusione precoce
(appare giorni o settimane dopo il morso della zecca)

• Eruzioni cutanee che appaiono in altri punti del corpo
• Affaticamento, nausea, diarrea
• Depressione, ansia, sbalzi di umore
• Deficit cognitivo, sensibilità alla luce e al suono
• Forti mal di testa e/o rigidità del collo a causa di meningite
• Dolore e gonfiore delle grandi articolazioni (caviglia, polso,
gomito, ginocchio, anca e spalla)
• Forti dolori con o senza disturbi del sonno
• Paralisi facciale con perdita di tono muscolare su uno o entrambi i lati del viso
• Palpitazioni e vertigini dovute al cambiamento del battito cardiaco

3. Fase III – Batteri che occupano organi
(appare mesi o anni dopo il morso della zecca)

Complicanze neurologiche: fino al 5% dei pazienti con malattia di Lyme non trattata, sviluppa sintomi neurologici come forti dolori, debolezza o prurito/formicolio alle mani e/o ai piedi, alterazioni della memoria a breve termine, insufficienza muscolare e grave affaticamento. Inoltre possono comparire problemi cardiaci (battito irregolare) e in-iammazione agli occhi e al fegato (epatite).

Artrite: circa il 60% dei pazienti con malattia di Lyme non trattata sviluppa artrite (gravi dolori articolari con gonfiore), di solito nelle ginocchia, anche se il dolore può trasferirsi da un’articolazione all’altra. Si noti che l’artrite si manifesta in modo differente rispetto all’artralgia (dolore ma non gonfiore).

4. Fase IV – Fase cronica

• Dolorimuscolari • Dolori articolari • Deficit cognitivi • Nevralgia • Disturbi del sonno • Stanchezza
Questi sintomi possono svilupparsi in circa il 10-20% dei pazienti con malattia di Lyme e continuare per mesi, o anche anni, dopo il trattamento. Possono causare gravi danni ai tessuti e agli organi.

Indicazione

Da notare che la reazione di Jarisch-Herxheimer (la risposta del corpo alle tossine batteriche) è stata riportata in circa il 15% dei pazienti con malattia di Lyme e compare entro 24 ore o più dopo il trattamento. E’ causata dalla diminuzione della carica batterica di Lyme, ad esempio, sotto trattamento antibiotico. Sono associati alta temperatura, dolori muscolari e alle articolazioni.

Come viene diagnosticata la malattia di Lyme

La diagnosi della malattia di Lyme è spesso difficile a causa dei differenti sintomi.

In generale, la diagnosi è fatta attraverso le seguenti fasi:

•Registrazione della storia medica del paziente, verificando se ha soggiornato in aree colpite da zecche.

• Esame della superficie corporea e di aree cutanee sospette di iniezione o di eruzioni cutanee localizzate (eritema migrante).

• Procedura di laboratorio: per determinare la misurazione nel sangue degli anticorpi contro le componenti della borrelia (anti-geni) si utilizza un test immuno-enzimatico di tipo ELISA (Enzyme-Linked Immunosorbent Assay). Un risultato positivo significa che l’infezione da borrelia è probabile. Tuttavia, un risultato negativo non esclude l’infezione, poiché questa potrebbe essere solo in una fase iniziale di sviluppo.

• Si possono rendere necessari ulteriori test specifici di laboratorio.

• Il metodo più sicuro è la rilevazione diretta nel sangue del paziente attraverso la cosidetta cultura del sangue. Tuttavia, questa è disponibile solo in pochi laboratori specializzati.
Non individuare o diagnosticare troppo tardi questa malattia può comportare gravi sinto- mi per settimane, mesi o persino per anni.

Fasi della malattia di Lyme

I batteri Borrelia possono avere tre forme nel nostro corpo, indipendentemente dalla fase della malattia:

1. La fase ninfa. In questa fase, dopo l’infezione, i batteri borrelia si manifestano nella forma originale, la spirocheta fusiforme.

2. La fase forma arrotondata. In questa fase le strutture filamentose dei batteri si sono contratte in forma sferica. Si tratta di un “meccanismo di protezione” dei batteri, che accade generalmente con la somministrazione di antibiotici.

3. La fase biofilm. In questa fase i batteri borrelia hanno costruito il loro “nido”. Questo nido viene chiamato biofilm e rappresenta un deposito di colonie batteriche, insediato tra le molecole del tessuto connettivo. I biofilm incastonati nei muscoli o articolazioni si verificano piuttosto frequentemente ma possono interessare qualsiasi altro organo. In questo modo i batteri borrelia possono sopravvivere per anni o persino decenni nel corpo umano.

Questa distinzione è di importanza pratica

Il trattamento antibiotico mostra un effetto significativo solamente nella prima fase.

In quelle successive, gli effetti sono limitati o nulli.

Pertanto, è stato importante ricercare nuovi modi per inibire efficacemente la malattia di Lyme anche nelle fasi avanzate.

Micrografie di borrelia fornite dall’Istituto di Ricerca Dr. Rath

Micrografia della forma ninfale (spirochete) di batteri borrelia.*

Visualizzazione della forma arrotondata di borrelia.*

Biofilm di due ceppi diversi di batteri borrelia.*

Limitate opzioni terapeutiche della medicina convenzionale

La medicina convenzionale tratta la malattia di Lyme, così come molte altre malattie infettive, usando antibiotici. Alcuni esempi: Doxiciclina, Amoxicillina o Acetossietilcefuroxima.

Questi antibiotici vengono di solito prescritti nella prima fase della malattia di Lyme per 14-21 giorni.

Nei casi avanzati gli stessi possono essere somministrati per via endovenosa, anche se il successo è di solito limitato.

Recenti ricerche1,2,3 hanno dimostrato che alcuni micronutrienti, sostanze naturali, sono in grado di controllare persino stadi avanzati di questa malattia.

Sinergia di micronutrienti contro la malattia di Lyme

All’Istituto di Ricerca Dr. Rath sono stati studiati approcci naturali per il controllo della malattia di Lyme. I risultati più importanti di questa ricerca sono presentati in un sommario:

Alcuni micronutrienti selezionati sinergicamente sono tanto efficaci quanto l’antibiotico doxiciclina nell’inibire la crescita dei spirochete borrelia.

Nella prima serie di esperimenti, abbiamo esaminato l’efficacia di una combinazione di micronutrienti nell’uccidere gli spirochete borrelia rispetto all’antibiotico usato più comunemente (doxiciclina). Il grafico sopra mostra che i micronutrienti sono tanto efficaci quanto l’antibiotico.

In una seconda serie di esperimenti, abbiamo studiato l’efficacia nell’uccidere le forme arrotondate dei batteri borrelia della stessa combinazione di micronutrienti e dello stesso antibiotico. Come mostra il grafico, in questa fase l’antibiotico è scarsamente efficace e la percentuale di batteri attivi rimane alta anche sotto trattamento con antibiotico (linea rossa).

Al contrario, quando si utilizzano i micronutrienti, la percentuale di batteri ancora attivi si riduce del 50% (linea nera).

I micronutrienti che agiscono in sinergia sono più efficaci dell’antibiotico doxiciclina nell’eliminazione delle forme arrotondate di borrelia.

In una terza serie di prove, è stata esaminata l’efficacia della combinazione di selezionati micronutrienti nell’eliminare gli esistenti nidi biofilm di borrelia. Si è scoperto che i micronutrienti sono significativamente più efficaci degli antibiotici nell’uccidere le culture di borrelia3

Eliminazione biofilm, risultati a confronto tra dixociclina e sinergia micronutrienti

Questi risultati sono notevoli per diversi aspetti. Prima di tutto, essi dimostrano i vantaggi di una combinazione di sostanze naturali rispetto agli antibiotici convenzionali nella lotta contro la malattia di Lyme. Inoltre, l’uso di sostanze naturali riduce anche il verificarsi di gravi effetti collaterali che compaiono durante l’uso a lungo termine di antibiotici.

Come proteggersi contro la malattia di Lyme

Quando si pianificano passeggiate in aree boschive o prati a erba alta dove la malattia di Lyme è diffusa, è importante prendere precauzioni poiché queste zone sono le abitazioni preferite delle zecche. Le zecche non vivono in prati soleggiati poiché qui si asciugano rapidamente e muoiono. I periodi in cui l’infezione da malattia di Lyme si verifica maggiormente sono la fine della primavera, l’estate e l’autunno, quando le giovani zecche cominciano a nutrirsi. Durante i mesi invernali tuttavia, è comunque possibile essere morsi dalle zecche dei cervi.

Consigli utili

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• Quando si cammina in zone boschive o erbose, è consigliabile indossare maniche lunghe e abiti cuciti bene infilati nei pantaloni e negli stivali.
• Dopo una passeggiata in queste zone, effettuare controlli di routine su se stessi, sulla propria famiglia e animali domestici e sugli indumenti.
• Per uccidere eventuali zecche sfuggite all’ispezione, fare la doccia e lavare i capelli con lo shampoo, poi lavare i vestiti e asciugarli ad alta temperatura per un’ora.

I repellenti chimici contro le zecche devono essere usati con cautela poiché possono provocare gravi effetti collaterali, in particolare se usati frequentemente e ad alte concentrazioni.

Riferimenti

1. Anna Goc and Matthias Rath
The anti-borreliae efficacy of phytochemicals and micronutrients: an update
Ther Adv Infect Dis. 2016 Jun; 3(3-4): 75–82. PMCID: PMC4971593

2. Anna Goc, Alexandra Niedzwiecki, Matthias Rath
Cooperation of Doxycycline with Phytochemicals and Micronutrients Against Active and Persistent Forms of Borrelia sp
Int J Biol Sci. 2016; 12(9): 1093–1103. Published online 2016 Jul 22. PMCID: PMC4997053

3. A. Goc, A. Niedzwiecki, M. Rath
In vitro evaluation of antibacterial activity of phytochemicals and micronutrients against Borrelia burgdorferi and Borrelia garinii
J Appl Microbiol. 2015 Dec; 119(6): 1561–1572. PMCID: PMC4738477

4. Dr Rath Research Institute

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