Medicina Cellulare: la salute inizia sempre dalle cellule

Secondo la Medicina Cellulare, applicando in maniera sistematica le conoscenze di biologia e biochimica, si può notare come la salute si determini a livello cellulare, ovvero nel funzionamento di base che accomuna le cellule, indipendentemente dall’organo in cui sono coinvolte.

La medicina cellulare si occupa della salute delle cellule

L’efficacia clinica della Medicina Cellulare del dottor Rath è stata confermata non solo dai numerosi studi condotti dall’Istituto di ricerca del Dr. Rath, ma anche da altri ricercatori indipendenti (vedi sezione notizie).

Si tratta di una disciplina che studia le sinergie tra micronutrienti per migliorare e preservare il metabolismo cellulare sano nelle malattie cardiovascolari, nella maggior parte dei tumori ed in altre patologie diffuse.

È stato più volte dimostrato che l’approccio studiato dalla Medicina Cellulare è più efficace di un impiego dei singoli nutrienti o della loro combinazione casuale.

Medicina Cellulare: di cosa necessitano le cellule per stare in salute

Tutti i processi metabolici biochimici che avvengono nel nostro corpo e all’interno di ogni singola cellula richiedono quattro categorie di sostanze:

1) OSSIGENO: In casi di carenza si verifica asfissia in pochi minuti.

2) ACQUA: In caso di carenza si verifica la sete, per cui, se non beviamo, dopo alcuni giorni moriamo.

3) MACRONUTRIENTI: proteine, carboidrati e grassi (il cibo che assumiamo tutti i giorni). In caso di carenza di cibo si verifica la fame, per cui, se non mangiamo si ha la morte dopo alcune settimane.

4) MICRONUTRIENTI: vitamine, minerali, oligoelementi e aminoacidi, che assumiamo con i cibi, ma non in modo sufficiente e adeguato se rapportato all’età, allo stile di vita, al grado d’ inquinamento e soprattutto all’individualità genetica e biochimica.

La carenza di uno o più micronutrienti è priva di sintomi, ed il passare del tempo nelle medesime condizioni, avvia in modo silente e subclinico lo sviluppo della malattia. Ogni secondo nelle cellule avvengono precise ed ordinate sequenze di trasformazioni biochimiche: compito della Medicina Celluare secondo il dottor Rath è approfondire tali reazioni in condizioni di salute e non.

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Si noti bene che queste trasformazioni avvengono grazie alla presenza dei cosiddetti “vettori” (prima colonna a sinistra) per la produzione di bioenergia: i micronutrienti.

Secondo la ricerca e gli studi clinci di Medicina Cellulare del Dr Rath Research Institute, non è l’assunzione di un singolo micronutriente che assicura una buona salute, ma l’apporto di diversi micro nutrienti (composti in sinergie adeguate alle specifiche esigenze), vitamine, minerali, aminoacidi e oligoelementi, necessari per le migliaia di reazioni biochimiche che avvengono continuamente in ogni cellula.

corso medicina cellulare

Una carenza cronica di micronutrienti essenziali è la causa più frequente della disfunzione cellulare, dello sviluppo e della progressione della malattia.

Un apporto ottimale di micro nutrienti è perciò fondamentale per:

  • proteggere le cellule del nostro organismo,
  • sostenere la produzione di bioenergia delle cellule,
  • ottenere un’ottima salute,
  • prevenire le malattie croniche ed il loro peggioramento.

L’alimentazione di oggi è normalmente molto povera di micronutrienti, e ben lontana dal soddisfare le esigenze specifiche; senza un’adeguata integrazione quotidiana, il normale funzionamento delle cellule si compromette in modo cronico, prima o poi si manifestano cattive condizioni di salute.

Non a caso nella nuova piramide alimentare infatti è stato inserito un multivitaminico quotidiano!

La nuova Piramide Alimentare

Secondo il dipartimento di nutrizione di Harvard, il multivitaminico è parte integrante di una sana alimentazione

Qual è la differenza tra medicina cellulare e convenzionale?

Per la Medicina Cellulare la salute e la malattia non si determinano a livello organico, ma a livello delle miliardi di cellule che compongono gli organi e il corpo umano.

Questo approccio è quasi in totale contrasto con quello della medicina convenzionale, la quale suddivide il corpo umano in diverse discipline e tratta essenzialmente ciascun organo come un’entità distinta.

Di conseguenza, nella medicina convenzionale il cardiologo si occupa del cuore, il gastroenterologo è specializzato nel tratto digerente, l’epatologo si occupa del fegato e così via, senza affrontare correttamente lo stato nutrizionale delle cellule che compongono l’organo corrispondente.

Questo modo di procedere non considera la necessità bioenergetica della cellula ed obbliga ad una continua assunzione di farmaci per tamponare i sintomi senza di fatto prevenire, rallentare in modo efficace o far regredire lo sviluppo di una malattia; anche la qualità di vita viene meno.

D’altra parte il focus della medicina tradizionale è la malattia. Se vogliamo parlare di prevenzione è necessario comprendere a fondo come fanno le cellule a rimanere sane, concetto per nulla scontato (semmai trascurato), che pone l’accento sulla biochimica cellulare.

Le più importanti molecole bioenergetiche di cui le cellule necessitano per funzionare correttamente sono i biocatalizzatori, piccole molecole che accelerano le reazioni chimiche che hanno luogo nelle cellule. Tra queste molecole, le più importanti sono vitamine, minerali, oligoelementi e alcuni aminoacidi.

La Medicina Cellulare è un nuovo campo di ricerca che applica queste nozioni alla prevenzione e al trattamento delle patologie oggi più diffuse.

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L’approccio medico tradizionale basato essenzialmente sul farmaco, al contrario, non tratta le cause primarie delle patologie (carenza di nutrienti a livello cellulare) e si limita a curare i sintomi: analgesici per il mal di testa, antiacidi per contrastare l’acidità di stomaco, antinfiammatori per l’artrite, betabloccanti per l’ipertensione essenziale e così via.

Basarsi solamente sul farmaco è estremamente pericoloso

Nel 1998, ad esempio, il Journal of the American Medical Association ha pubblicato uno studio il quale stimava che nel 1994 circa 2.216.000 pazienti ospedalizzati negli Stati Uniti avevano riportato una grave reazione avversa ai farmaci e 106.000 erano deceduti per tale reazione.

Questo dato suggerisce che i farmaci con obbligo di prescrizione somministrati in un ospedale da staff medico qualificato in osservanza delle istruzioni del produttore sono stati tra la quarta e la sesta causa principale di decesso negli USA, in quell’anno.

Più recentemente gli analisti della Food and Drug Administration hanno stimato nel 2004 che un solo farmaco, nei cinque anni di commercializzazione, il Vioxx, aveva causato tra 88.000 e 139.000 attacchi cardiaci, 30-40% dei quali probabilmente fatali.

I farmaci per ridurre il colesterolo, le statine, riducono la disponibilità di Coenzima Q10. I pazienti nella maggior parte dei casi non sono informati delle conseguenze gravi che può avere la deplezione di Q10.